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Io e Berlusconi siamo incompatibili

Non so cosa ha detto Berlusconi ma, a prescindere da questo, non posso negare che il nostro rapporto è difficile. Siamo molto diversi, forse siamo incompatibili, ma l’importante sono queste tre partite e ci tengo troppo.

Carissimo Leonardo, non sei l’unico.
Non sei l’unico.

Lettera aperta rossonera (o quasi)

Quando per la prima volta ho sentito parlare di LUI non lo conoscevo per nulla. Però aveva un nome molto simpatico e tutti facevano delle battute su di lui.
Era il 2003 e lui aveva 21 anni, io 18.

Era davvero fuori da tutti i canoni, era diverso da tutti, lo si poteva notare sin da subito, sin dalla sua prima fotografia, dal primo arrivo all’aereoporto. Capelli incolti, occhiali, faccia d’angelo.
Il suo primo segno arrivò proprio in una delle partite più importanti, nel derby.
Da lì, non si è più fermato. Con LUI abbiamo vinto il nostro ultimo scudetto proprio quella stagione. Nonostante la mazzata in Champions League, dove uscimmo immeritatamente contro il Deportivo La Coruna dopo un’andata dominata e un ritorno da pecore.. ricordo benissimo quelle due partite. Ricordo dov’ero, con chi ero, come mi sentivo!

Ma purtroppo ricordo anche meglio la finale persa l’anno dopo contro il Liverpool e tutto quello che successe quella sera. Per fortuna poi ci siamo rifatti nel 2006-2007 e grazie sopratutto a LUI abbiamo vinto la Coppa con la C maiuscola.
Saranno indimenticabili le emozioni della doppia sfida in semifinale con il Manchester e soprattutto la sfida casalinga a Milano a cui ho avuto il privilegio di assistere e vederLO con le braccia in alto e con litri e litri di acqua che scendevano dal cielo e dagli occhi.

LUI più di tutti mi ha regalato emozioni uniche. E in queste ore tutti i i bei ricordi associati alle sue partite, ai suoi gol, alle emozioni che ho vissuto in tutti questi cinque anni, mi stanno tornando alla mente. Cerco di non pensarci, ma non ci riesco perché i giornali e le televisioni non parlano d’altro. Non riesco a concepire le mie domeniche senza LUI.

Caro Kakà, se deciderai di andare via lasciarai qui dentro un vuoto enorme, ma non riuscirò mai a condannarti per questo gesto. Anzi, se è quello che realmente desideri, devi farlo e non farti manovrare da un presidente a cui interessa solo il ritorno positivo della sua immagine per vincere in parlamento più che sui campi di calcio.
Se provi quello che provo io nei confronti di questa squadra fatta solo per far parlare di sè e non per giocare a calcio, vai pure via, ne hai il diritto.

Solo non ti dimenticare di noi.

La presentazione di Kakà

La presentazione di Kakà

Ennesimo acquisto del Milan

Subito dopo aver festeggiato la Befana, arriverà a Milanello il Befano [vabbè, e che BEFANO!], ovvero David Beckham, ennesimo acquisto di marketing del Milan.
Resterà al Milan per 4 mesi (in pratica si fa l’Erasmus in Italia…) e poi tornerà a Los Angeles. Tutto ciò perché Capello gli ha tassativamente ordinato di trovarsi una squadra seria se vuol tornare a giocare in nazionale.

Ma il Milan, a questo punto, può definirsi ancora squadra seria o semplicemente una società che pensa a fare più soldi di tutte le altre invece che vincere?

Per la serie, l’avevo detto!

Post su sproloqui pseudo-calcistici, astenersi dalla lettura i deboli di cuore.

CAPITOLO MILAN. Per tutta l’estate sono stata incazzata come una bestia, già da tempo non digerivo l’affare Ronaldinho, poi in pieno Agosto il Milan ha deciso di comprare il vecchio e finito Shevchenko che era andato via da Milano dicendo “Vado a Londra per imparare l’inglese” e che al primo gol con il Chealsea ha baciato la maglietta del club di Abramovich. Arrivo di Shevchenko a Milano
Allora sono andata in bestia.

  1. Perché l’anno scorso il Milan ha investito in Pato ben 20 milioni di euro e con il ri-acquisto di Shevchenko sono stati presi e buttati nel cesso.
  2. perché hanno riscattato Borriello che l’anno scorso ha fatto 19 goal (a maggior ragione, a che serve Shevchenko che non gioca da quasi due anni?)
  3. perché servivano difensori (come giustamente aveva anche detto Ancelotti), non altri 3000 attaccanti. E quello pseudo difensore che hanno comprato, Senderos, è un degno erede di Cristal Chivu.

Berlusconi, come suo solito, si vantava di avere nella squadra tre palloni d’oro (volendo potevamo ricomprare Weah e Van Basten e ne avevamo 5) e le dichiarazioni nel pre campionato erano di fuoco “puntiamo allo scudetto!”, “scudetto primo e unico obbiettivo” (e la Coppa Uefa?).
Questa squadra squinternata ha per ora collezionato la bellezza di 0 punti in due partite. Ecco perchè anche quest’anno avevo scelto di ripetere lo sciopero del tifo nei confronti della mia squadra del cuore e ripuntare sulla Roma del mio “amico” Vucinic.

CAPITOLO ROMA. Purtroppo nemmeno loro se la stanno passando bene. Al contrario del Milan, in due partite hanno collezionato un bel punticino e una sonora sconfitta di Champions Leauge con una squadra rumena nemmeno tanto male.
Anche questo era prevedibile, perché anche qui la campagna acquisti è stata fatta, ma è stata fatta male.
Dunque, la Roma gioca con un modulo, il 4-2-3-1 osannato da tutti perché aveva i punti di forza di Perrotta, Taddei e Mancini (ora all’Inter). Taddei e Perrotta sono giocatori semi-finiti, che non possono essere più all’altezza di una grande squadra. Totti è perennemente rotto e non può pretendere di giocare 30 partite all’anno (Del Piero è più vecchio e più in forma, ma Ranieri giustamente non lo usa sempre); ergo, se intendono Vucinic esterno, quanto meno avrebbero dovuto comprare un centravanti.

Una novità: Totti infortunatoE invece no. Hanno preso Baptista, un attaccante senza infamia e senza lode che voleva il Milan qualche anno fa, che è una seconda punta (almeno lui si definisce tale) e un giovanotto, Menez, trequartista, che avrebbe dovuto sostituire Giuly. E tutto questo perché??? Perché metti che comprano un attaccante centrale e metti che questo segna sempre, Totti che fa? Mica può stare in panchina, giammai!!!
Spalletti poi, come dicevo prima, si è fissato con il modulo che ha fatto le fortune della Roma, ma che ora è irrealizzabile con i giocatori a disposizione.

Insomma, entrambe le squadre hanno fatto errori che definirei lapalissiani, che nel caso del Milan sono stati perpetrati dal presidente Berlusconi che voleva tutti brasiliani e il ritorno di Shevchenko (perché ha fatto da padrino al figlio?), mentre nel caso della Roma lo spauracchio Totti che non permette alla squadra di crescere (come ho detto più volte) e l’ostinazione di Spalletti nel voler fare le cose a modo suo.

Detto questo, entrambe le squadre si riprenderanno e anche presto, ma io nel frattempo che faccio? Tifo per la Juventus?!?!?!?!??!?!

Eccone un altro..

E dopo Rivaldo, Vieri, Ronaldo, arriva anche Ronaldinho.
Il mio incubo si è avverato.

Ok, anche quest’anno sciopero del tifo.

Foto repubblica.it.

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