Comunicazione di servizio

Piccola comunicazione di servizio.

Questo blog non accetta scambi di link. L’ho inserito tra la storia del blog, che ora è diventata FAQ.
Ci sono modi molto più cortesi e simpatici per attirare l’attenzione e “guadagnarsi” il link.
Cioè pagando! :) Altrimenti, prego, rivolgersi a qualcun’altro, grazie.

Disinteresse

Sarà l’estate. Sarà il caldo.
Sarà che ne ho sentite talmente tante che non ne posso più.

Vedendo il blog ultimamente non si può non notare come ci sia un’enorme quantità di stronzate, soprattutto negli ultimi post. Sto seguendo il minimo indispensabile la vita politica, i fatti del giorno, i blog.
E sto riflettendo e commentando con altri il meno possibile.

In primo luogo perchè mi sono rotta le palle. In secondo luogo perchè ho veramente altre cose a cui pensare e che riguardano il mio futuro. In terzo e ultimo luogo voglio vivere la mia vita in pace per un po’ di tempo senza i consueti assilli sul dove andremo a finire, che schifo questa nazione.

Ho bisogno di un po’ di villeggiatura, mare e relax, lontano da PC, palmari, e-mail. Una birra ghiacciata, una partita a carte, un pomeriggio a dormire. E detto da una che non sta facendo un cazzo dalla mattina alla sera è tutto dire.

Vorrei davvero per un po’ vivere lontana da tutto ciò, per non dovermi preoccupare per il mondo e per gli altri.
Stare lontana per un po’ di tempo da tutta questa merda prima che possa infettare anche me.

Miss Plurk 2008

Quando si tratta di plurk, non so perchè, anche le cose che più odio e a cui sono “ideologicamente” più contraria, mi passano.
Quei pazzi che ci sono su plurk, dopo la plurkbeer e la proposta del plurkraduno, ne hanno ideato un’altra: Miss Plurk 2008!

Ci sono sette candidate. Fino alla fine, mi sono fatta coinvolgere. Se vi va votatemi, io sono questa:

YES, WE CAN!! (dato che ha portato bene..)

Tra l’altro ho pure scelto una foto inedita che non avevo messo in nessun social sito (credo). Che poi sembra che ho 18 anni è un altro discorso.

Ora, dato che c’è addirittura una candidata che mi chiede di scrivere il post pure per lei (vedete un po’ a che livello ci troviamo…), metto anche la sua foto:

Ciao e buon voto!

Tipologie di ginosini e di buona parte degli abitanti del sud/2

Puntata numero due

(Le altre: 1-2-3-4)

4. LE VACANT’ [il vuoto]. Si tratta del più grande roditore presente sul territorio comunale. Di media statura il vacante ha una testa leggermente appiattita con due rigonfiamenti laterali, simili ad orecchi che tuttavia non gli consentono di decifrare i suoni in modo adeguato. Proprio per questo si rivolgono con aria apparentemente sinistra a chiunque, e in genere chiedono: “ce je ka sì ditte? Non zò capit ce je ka si ditte? [cosa hai detto? Non ho capito che cosa hai detto?] Avanti, ripeti se hai il coraggio“.
I vacanti tendono alla corporalità dei rapporti interpersonali, e di conseguenza la loro dentatura generalmente manca di almeno un canino a seguito di una delle ripetute risse delle quali il mammifero si rende protagonista in età adolescenziale.

Le vacant‘ si muovono generalmente in gruppo, ed hanno notevoli capacità di adattamento ambientale: nel corso degli anni cambiano infatti con rapida frequenza la loro dimora abituale, quelle storiche sono l’ex Ultimo Impero, l’ex Angelo Azzurro, lo spaccio di Girifalco e il circondario del Lido Boomerang, passando quasi inosservati negli spostamenti. Ma è nel giorno di Pasquetta che questi si ritrovano tutti insieme nel tradizionale appuntamento di inizio estate, migrando in massa al Parco Comunale di Marina di Ginosa per quella che Smack Down ha ribattezzato la “Rissa Reale”. Pur avendo in genere una scarsa propensione all’accoppiamento e ai rapporti con la femmina, rappresentano numericamente il più cospicuo esemplare della specie ginosina. Oltre che per le caratteristiche psichiche che essi per primi si attribuiscono “a me la cap’ no m’aiute!” [a me la testa non mi aiuta!], li si può riconoscere per l’originalità del linguaggio; il vacante usa infatti una terminologia propria la cui regola base è quella di associare il verbo dare a uno dei vocaboli predominanti che sono: “skorz” [dare una sberla], “fekozz“, “cazzott”, “sckaff‘”[schiaffo], “puinat“[scarcata di pugni], “vàevieene“[schiaffo con il dorso], “liscieèbusse” [carezza schiaffo], “sakkizze“[tiro potemte]. Il loro sport preferito è di conseguenza un derivato del calcio, che a Ginosa prende il nome di “stamb’ e kozze“[gioco con il pallone], nel quale ogni giocatore deve mostrare la propria abilità nel tiro di punta, la famigerata “pundett”.

5. LE SKALLAFIERR [i buoni a nulla] (variamente detti SCROCCONI e/o FOR’DE CAP’) Derivato della antica specie ginosina del “CANE DI PECORA”, lo skallafierr è un esemplare vario di uomo ginosino. Essi presentano un corredo genetico prevalentemente maschile ma che può manifestare forme di apparente frociagine d’altra sponda per la tendenza a colorarsi di biondo un ciuffo di capelli in stile Margiollio o a forarsi le orecchie con fantasiosi gingilli. Lo Skallafierre, che ama autodefinirsi “For De Cape”, si distingue per la sua scarsa predisposizione al fare, ad ogni proposta risponde “lassè perd‘!, no m’ngodd!” [lascia stare! Non mi va] “fascim n’alda volt” [facciamo un'altra volta] “quann è crè se penze!” [domani si pensa].
Lo skallafierro conduce una vita sociale ricca e intensa di appuntamenti, la sua giornata è generalmente scandita da un tour de force tra i vari locali del centro ginosino. Grande bevitore di birra, lo skallafierro quando è sobrio presenta normalmente tracce di sangue nel malto, quando non lo è presenta esclusivamente malto.
Durante l’inverno molti di essi cadono in una specie di letargo lessicale, e per la loro esigenza ad esprimere agli altri il proprio status, finiscono col comunicare solo attraverso elementari accoppiamenti di verbo e aggettivo:
Stok brutt” [Sto male!] (Risposta) “A vedè io!” [Devi vedere io!]
Stok skattat” [Sono scoppiato!] (Risposta) “A vedè io!”
Stok for’de cap” [Sono fuori di testa] (Risposta) “A vedè io!”

Lo skallafierro è partecipe della vita mondana, e non manca mai di prender parte ad alcuna sagra popolare. Profittatore delle cose ‘comuni’ e ‘comunali’ esso è capace di bere anche oltre le proprie possibilità organiche se la bevanda gli è stata offerta da qualcuno o se è gratuita, come in genere alle sagre di paese. Per la serie “quando è gratis.. jungem tutt’!”. Tuttavia lo skallafierro non si riconosce nel gruppo e definisce scandaloso chiunque assuma comportamenti identici ai propri, quindi non è facile identificarlo pur venendone a contatto; esso infatti si sdegna con facilità di fronte ad ogni comportamento di “scroccaggine” altrui per legittimare la propria. Le maggior parte degli skallafierr frequentano generalmente il Noir [locale del centro di Ginosa], e per tutta la sera non fanno altro che elogiare la musica di sottofondo, pensando di essere all’opera perché quella musica è più raffinata di quella che ascoltano di solito: i Blink.
Alcuni altri skallafierri invece non entrano nei locali e passano le serate intere in piazza sperano di conoscere qualche ragazza, ma essi dimenticano la legge universale che governa Ginosa:l’8-1!

Tipologie di ginosini e di buona parte degli abitanti del sud/1

Nik ha ricevuto pochi giorni fa per e-mail una classificazione abbastanza interessante. Si tratta di un’indagine sociologica fatta da un anonimo (se passi da queste parti svelati!), riguardo gli abitanti di un paesino in provincia di Taranto, Ginosa, che mi vede spesso protagonista perchè ci abita il già citato Nik. E’ una classificazione molto divertente, potrebbe riguardare qualsiasi altro paese (cambiando i nomi delle piazza e delle vie). Io ho aggiunto qualche link e alcune traduzioni necessarie. Buona lettura! Ecco la prima puntata.


[foto oniremacoo]

Ginosa, piccolo centro della provincia di Taranto, ai confini con la Basilicata, è collocata stabilmente tra l’altopiano della murgia e le spiagge del mare ionio. Di origine greca, fondata dai migranti dell’odierna Crosso, l’antica Genusia fu prima colonia bizantina, e poi insediamento strategico dell’Impero Romano, che ne fece un passaggio della via Appia per la vicinanza sia a Metapontum storicamente alleata coi fenici, che a Taranto, capitale della Magna Grecia.
Il sicuro rifugio che rappresentavano allora le sue profonde forre naturali scavate nel tufo dal ritiro del mare, costituisce oggi lo scenario incantevole della Gravina e nel quale con ogni probabilità mosse i primi passi l’homo genusino. La razza autoctona della donna genusina si sarebbe invece sviluppata molti secoli più tardi e sarebbe rimasta sempre in un rapporto di 8-1 rispetto all’uomo.

Come tutte le razze di mammiferi, anche la specie dell’homo ginosino si distingue in due diversi ordini: GINUSIN e GINUQUAS ossia i ginosini propriamente detti, e i ginoquasi (vale a dire quasi ginosini, termine col quale sono indicati coloro che abitano la borgata di Marina di Ginosa, altrimenti conosciuti come marinasi). Entrambi gli ordini possono essere ugualmente ricondotti alla famiglia de LE CAP’ VIERD, rettile soltario che abita le acque salmastre pugliesi, in un riferimento volto a rappresentare la scarsa attitudine del ginosino ai rapporti interpersonali. E si distinguono sette esemplari di maschio e quattro esemplari di femmina.

Esemplari di maschio Ginosino

1. LE GREZZUN’ [grezzi, dai modi rozzi] ereditano il loro nome dalla antica grotta grezza ubicata alle porte del rione casale, e chi i coltivatori ginosini del secolo scorso utilizzavano come deposito per ‘u’material’ ovvero l’insieme delle attrezzature utili allo svolgimento dell’attività agricola. Anche per questo Le Grezzun sono altrimenti conosciuti come Le Material’. Nei giorni di caldo torrido essi, come il resto della razza, si spostano nella vicina borgata di Marina di Ginosa, ma anche in questa circostanza tendono a distinguersi dalla massa. Essi infatti sono soliti passeggiare su “Viale Ionio” ricoperti da pellicce esotiche di cinghiale bianco della Martella, mentre nel weekend preferiscono esibire il petto villoso che sgorga da striminzite canotte rosa a punta.
Il loro ritrovo abituale era la ex sala giochi Game Grome, oggi frequentano principalmente il Bar Venezia e il Zicaro in Mocca nella zona poggio; il Sabato invece esprimono la loro virilità passeggiando sul parquet di Piazza Rossa accompagnati da coltissime ragazze che si vantano della loro meritata licenza elementare.
Il loro sogno nel cassetto è possedere un motozappa da 400 Cv e vivere in un mondo privo di persone istruite. La loro repulsione e il loro rifiuto nei confronti della tecnologia hanno redici profonde: per riconoscerli vi basterà osservare le enormi difficoltà che hanno di fronte ad un personal computer nel comprendere cosa sia un file, ammesso che riescano a pronunciare quella parola. I loro idoli musicali sono Mino Reitano e Nino D’Angelo.

2. LE PANKABBESTIE [i Pankabbestia]. Frangia storica della più recente popolazione ginosina, dichiarata specie protetta dal WWF e patrimonio collettivo dal Fao. Distaccatasi negli anni novanta dall’ambiente grezzone nel quale era assorbita, per ragioni ideologico politiche: non ne condividevano più la passione per i trattori e per i luminari cattedratici del consorzio agrario.
Le pankabbestie hanno avuto il merito nei primi anni novanta, di scuotere il paesano ad una serie di riflessioni sociali. Dopo un lungo braccio di ferro con il comune, erano perfino riusciti ad ottenere la gestione privata dei portici di piazza Marconi. Nel giro di un decennio le Pankabbestie hanno rivitalizzato il paese, auto trasformandosi in un attrattiva turistica, e trasferendo la cittadina nell’immaginario collettivo come la capitale del fancazzismo.
Gli ultimi esemplari della specie Ginosino Pankabbestia sono ancora oggi stabilmente localizzati sotto i portici del comune, dove generalmente si esibiscono in giochi da fachiri, giri alla birra e gare di rutti. Essi tendono generalmente ad esprimere ingratitudine nei confronti delle brav’vuagnun [giovani ragazzi educati]. Amano addormentarsi sulle panchine in compagnia dei loro fidi cani randagi. Nelle sere d’inverno sono soliti rinchiudersi in qualche cantina, con un mazzo di carte napoletane e una frasca di vino, e dopo aver sapientemente noleggiato un film di Alvaro Vitali in videoteca, si giocano “gli spicci” della giornata.

3. LE STATTATIENT’ [inteso come "quelli che se la credono"]. Essendo un piccolo comune, per altro carente di strutture lavorative e scolastiche, Ginosa presenta di un tasso altissimo di emigrazione, soprattutto di studenti universitari. Quando però questi mammiferi fanno ritorno al paese in alcuni periodi dell’anno (festività natalizie, patronali e pasquali) manifestano tutti allo stesso modo i sintomi di una rara malattia chiamata “MASAI“, il termine deriva dal prefisso usato in ogni frase da questa gente. Esempio: MA SAI che a Parma... MA SAI che a Bologna…
Essi presentano le seguenti caratteristiche:

  • si trattengono nottetempo nello spiazzale del Plebiscito [noto locale del posto] (MASAI che a Parma c’è un locale come questo dove però ci sono certe MUSCITAZZE)
  • indossano l’impermeabile della Belfast pure a Giugno (MASAI che a Roma c’è sempre il sole)
  • considerano terroni i ginosini nonostante lo siano anche loro
  • credono fermamente nella propria superiorità culturale nonostante frequentino le ironicamente note facoltà di Medicina a Urbino, Scienze Politiche a Bologna, Scienze della Formazione di Chieti, o il DAMS (MASAI che ho studiato 4 mesi per fare l’esame di Storia delle Donne?)

Continua…..
Puntate 2-3-4

Differenze tra popoli

Piccole differenze tra popoli, citate nella trasmissione odierna di rai dire gol.

Gli Americani:
quando non sanno una cosa,
pagano uno che lo sa.

I Francesi:
quando non sanno una cosa,
cambiano discorso.

Gli Inglesi:
quando non sanno una cosa,
accendono la pipa.

I Russi:
quando non sanno una cosa,
non sanno di non sapere.

I Tedeschi:
quando non sanno una cosa,
la imparano.

Gli Italiani:
quando non sanno una cosa,
la insegnano.

Firefox Day

Download Day - Italian
Oggi è il gran giorno.
Infatti Mozilla rilascerà la versione 3 di Firefox alle ore 19 italiane. E per l’occasione è stato istituito una sorta di guinness dei primati per far si che la nuova versione di Firefox sia il programma più scaricato di sempre.

Dal canto mio, credo di averla già! Qualche giorno fa, ho fatto degli aggiornamenti su Ubuntu e mi si è aggiornato anche Firefox (prima avevo Firefox 3 beta 5). Di fatti, se clicco su informazioni, mi si dice che ho la versione 3.0, come vedete dall’immagine.

Firefox

Il biscotto

In televisione non si parla d’altro che di biscotto. E di torte. E di Olanda, Van Basten, sportività, tra là là.

Il biscotto che più ricordo con piacere è quello di quel ricoglionito di Gip, delle Iene.
Guardare per credere.

Solo un ricordo

Sono passati 5 anni da quella notte. La notte più strana della mia vita.
Però io la ricordo come se fosse ieri. E ricordo anche lei come se fosse ieri.

Come ho già detto una volta, vivo anche per te. E quel che sono è anche merito tuo, amica mia.