Convegno rifiuti zero a Matera – 16 gennaio 2011

Il Movimento 5 Stelle Basilicata invita la cittadinanza al convegno ‘Rifiuti bene comune – una proposta che non si può rifiutare’ che si terrà a Matera, domenica 16 Gennaio presso l’Auditorium del Conservatorio a partire dalle ore 9,30 per illustrare la situazione dei rifiuti in regione e spiegare la strategia “rifiuti zero”.
I rifiuti non sono un problema ma una grande risorsa ed è per questo che fanno gola alla criminalità organizzata che spesso trova nella malapolitica un prezioso alleato. Questi signori hanno tutto l’interesse di farci credere che si tratti di un problema da risolvere, ma con le loro soluzioni. Risultato: continua emergenza, gravi danni alla salute a causa di inquinamento da percolato e da emissioni di inceneritori (loro li chiamano termovalorizzatori), depauperamento delle casse pubbliche e spreco di risorse facilmente riciclabili e riutilizzabili.
Ospite dell’evento Paul Connett che, oltre ad essere l’ideatore della strategia “rifiuti zero”, è professore emerito di chimica ambientale all’Università St Lawrence di Canton, New York. Negli ultimi venti anni si è occupato di rifiuti, con particolare riferimento ai rischi collegati all’incenerimento ed allo studio di alternative più sostenibili.
Saranno illustrati anche esempi di realtà virtuose della nostra provincia, direttamente dagli amministratori dei comuni interessati. Il convegno sarà patrocinato dal Comune di Matera che metterà a disposizione i locali dell’auditorium del conservatorio. Il MoVimento 5 stelle Basilicata ha preferito non richiedere contributi economici pubblici in linea con la politica del MoVimento di stampo nazionale che alle scorse regionali è stata l’unica forza politica a rinunciare ad un milione ed ottocentomila euro di rimborso elettorale (ex finanziamento pubblico ai partiti, abolito in seguito ad un referendum), preferendo un libero e non obbligatorio contributo dei cittadini.
Non mancate, è in gioco il nostro futuro e quello dei nostri figli.

L’applicazione del “do ut des”

The Walking Dead

The Walking Dead è la nuova serie horror creata dal canale AMC e trasmessa in Italia da Fox. E’ una serie post-apocalittica e se avete già visto il film 28 giorno dopo (che io adoro alla follia), troverete almeno nella prima puntata, dei grossi punti in comune.
A Roma e a Milano, prima dell’uscita in USA, potevano essere visti cartelloni pubblicitari in giro per le strade per pubblicizzare la serie, che a detta di molti, doveva diventare l’evento televisivo americano dell’anno.

Io che vado matta per tutti i film apocalittici, catastrofici e del genere survivor, ho iniziato a vederla subito e che dire… sono entusiasta di questa nuova serie! Dopo essere rimasta orfana di Lost, credo che The Walking Dead è a livello di musiche, fotografia, regia e attori curata forse quanto la serie di J.J. Abrams.
Le ultime due puntate (la 1×04 e la 1×05) mi hanno divertito tantissimo e letteralmente incollata allo schermo.

Insomma… ve la consiglio!

Trama:

The Walking Dead racconta la storia di un mondo post apocalittico dove gli zombie hanno invaso il pianeta, e si concentra in particolare sulle vicende di un gruppo variegato di sopravvissuti che cerca disperatamente un luogo sicuro dove stabilirsi. I superstiti sono guidati dall’agente di polizia Rick Grimes, risvegliatosi dal coma proprio qualche settimana dopo gli eventi che hanno causato la catastrofe mondiale. Muovendosi di città in città, il gruppo di sopravvissuti scoprirà presto che i morti viventi non sono l’unica minaccia per la loro vita e che i mostri, spesso, sono proprio gli esseri viventi.

Dove sono cosa sono e perchè (La Crisi – Bluvertigo)

Mi chiamo Mirella e quest’anno ho preso 34 voli (a brevissimo diventeranno 36).
Mi chiamo Mirella e nell’ultimo anno non solare ho cambiato 4 città.
Mi chiamo Mirella e ho conosciuto me stessa.
Mi chiamo Mirella e sto ancora cercando di capire chi sono.

Mi chiamo Mirella, ma in realtà sono tutto e sono nessuno, sono il vuoto e sono l’umanità, il cosmo e la meditazione.

Pensavo di essere immune a questa realtà, di aver trovato un rifugio sicuro dentro di me. Però sorgono interrogativi, mi chiedo se forse investire negli altri non sarebbe così malvagio, che non si può vivere evitando il dolore, perché questo non è vivere, non è star bene.
E allora tutto va a farsi fottere, perché in realtà non ho imparato proprio niente, ma forse mi sono solo complicata la vita.

Poi però arriva uno spiraglio, una speranza. Le cose sono cambiate, io sono cambiata, dentro di me c’è una luce nuova.
Sto aspettando una risposta importante e per la prima volta ho voluto sospendere il giudizio. Non so se sperare in una risposta affermativa, so che quello che succederà è quello che deve essere.

Stringo i denti, trattengo il respiro e vado avanti. Sguardo fisso, testa non troppo alta: mi siedo e aspetto.
Manca poco ormai e sarò davvero libera!

A Novembre (blablabla)

  • A quelli che applaudono quando l’aereo atterra, gli taglierei le mani.;
  • L’estate di San Martino;
  • Ho fatto l’esame di seconda elementare nel 1975. Il socialismo era come l’universo. In espansione [... ] E infine il mio quartiere, dove il Partito Comunista prendeva il 74% e la Democrazia Cristiana il 6% (cit.);
  • Ho notato che nel momento in cui si parla del “caso Scazzi” e della “crisi del governo Berlusconi”, le mie parolacce e bestemmie raggiungono numeri tendenti all’infinito;
  • I milanesi e Milano mi hanno veramente rotto il cazzo;
  • Non sopporto più alcune domande e non ho nemmeno più la forza di rispondere;
  • Ho già detto che mi sono rotta il cazzo?
  • L’Universo continua a prendermi per il culo ed ha un senso dell’umorismo che mi lascia sbigottita ogni giorno di più;
  • Ogni santa volta che mi ripeto qualcosa che in realtà non è quello che penso, ma che è un residuo di paure e diffidenza, succede l’esatto opposto. Faccio finta di non provare niente, di avere la solita repulsione, però poi provo l’esatto contrario.
    Non ci si capisce niente? Figuratevi io;
  • Il mare d’inverno, le stelle d’estate e l’umidità tutto l’anno;
  • Si ripetono sempre le stesse fasi ed anche le stesse frasi, in posti diversi, nazioni diverse, uomini diversi, che poi in realtà sono solo il riflesso di qualcun altro? No, anche quello ormai è un riflesso vecchio e inutile;
  • Io che stampo la tesi con carta riciclata;
  • Morgan. Se si è ripreso lui, ce la posso fare pure io.

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