L’amore esiste di continuo. Sono gli uomini che cambiano.

Mi trovo ad un bivio che mi pare insuperabile. Scegliere una vita che mi sembra sia stata tracciata dal destino o tentare altre strade che forse non mi faranno mai felice.
Ma la verità è che ho già scelto.

E’ tutto mosso dall’amore e se anche è difficile ammetterlo, io mi muovo anche per quello.
Se vado incontro all’amore ne attirerò certamente dell’altro: è solo nel cuore e nei pensieri che troviamo la verità. L’indifferenza, la rabbia, l’orgoglio, il negarsi agli altri, porta inevitabilmente altro dolore.
Ed anche se so che probabilmente non lo riceverò nella forma in cui immagino, so che questa volta ci saranno altre strade e altre risposte. So che il tempo e l’universo mi sono amici perché sto facendo quello che voglio e che forse, un giorno, avrò anche il coraggio di essere quello che ho sempre voluto essere.

Il destino ce lo scegliamo noi. Abbiamo la nostra strada di fronte, ma ci sono tante distrazioni che ci fanno dimenticare il senso del viaggio, il senso del cammino. Soprattutto in questo mondo, dove sono tutti così interessati ad ascoltare l’mp3, ad aspettare un sms, a lavorare 12 ore, a vivere in posti che odiano, che non si rendono conto di quanto può essere facile e bello lasciarsi andare.

Anch’io ero cieca. O perlomeno, lo sono stata per tanto tempo, perché ero troppo presa dalle stronzate che mi circondavano per rendermi conto di ciò che potevo realmente fare. E’ capitato che la vita mi ha messo di fronte un libro tempo fa, che avrebbe potuto farmi tornare la ragione.
Non l’ha fatto perché non ero ancora pronta. Se rileggessi quello stesso libro ora, sarebbe tutto diverso. Ecco perché quando dicevo che ora gusto le cose in una maniera diversa, non era una boutade.

Ho bisogno ancora di qualche settimana per gestire ed organizzare meglio ciò che ho dentro. Le azioni non tarderanno, fidatevi.

Consapevolezza

Consapevolezza. Questa è la parola chiave che mi ha accompagnato negli ultimi mesi. Raggiungerla, conquistarla, è il dono più bello che abbia mai ricevuto.
All’improvviso però due occhi e delle persone speciali in un posto speciale mi hanno aiutato finalmente a rimettere tutti i tasselli in sesto ed ho avuto finalmente il mio momento di illuminazione. Illuminazione sul perché sono successe certe cose, su perché andavo a sbattere contro un muro e niente mi tornava indietro.
Le vibrazioni dei miei pensieri hanno iniziato ad essere sempre più belle e positive e sono sempre stata pronta ad accettare quello che mi arrivava dandogli un nome, collegandolo ad altro. Da questo momento, non ho più avuto bisogno di cercare. E’ tutto arrivato da me. Tutto quello che mi serviva per capire, per trovare la mia strada.
Mi mancavano delle risposte. Ora che credo di averle quasi avute, posso iniziare il mio cammino.
Il mio cammino è ora quello di tornare in un vecchio posto. Perché non l’ho fatto prima? Perché sapevo che non era il momento giusto e sapevo che dovevano ancora maturare alcune scelte in me.

Ora che sono pronta, non vedo l’ora che questo momento arrivi. Perché adesso everything in its right place, come dicono i Radiohead.

Altro giro, altra corsa

Quando uno inizia un certo percorso è difficile tornare indietro. Anzi, più passa il tempo, più si raggiungono delle tappe importanti!
E questa volta il posto sarà questo

Se deg snart!!

Il Giro d’Italia

Ieri dopo tanti anni, ho rivisto con piacere una tappa del Giro.
Quasi 10 anni fa, non mi perdevo niente né del Giro né del Tour. Il ciclismo, a differenza del calcio, è uno sport dove non puoi essere tifoso. E’ tutta un’altra cosa.
Credo sia proprio uno stile di vita.
Comunque, riguardando la tappa del Mortirolo, mi sono resa conto di come le cose sono cambiate.

Giusto per fare qualche esempio, ecco cos’è cambiato in quasi 10 anni:

  • Il due volte campione del mondo Gianni Bugno ora guida l’elicottero di ripresa della RAI
  • Paolo Savoldelli non fa più il pazzo nelle discese, ma guida la moto della RAI
  • Adriano de Zan, grandissimo commentatore del Giro, è morto nel 2001
  • Uno dei più grandi, Marco Pantani, non è più su una bicicletta, ma su una statua sul Mortirolo
  • Auro Bulbarelli, prima seguiva il Giro in moto, poi ha fatto il telecronista e infine ora è vice-direttore di Rai Sport.

Ho rivisto la tappa (e la rivedrò anche oggi) come un vecchio amante che si ritrova dopo tanto tempo. Ti ricordi le cose che hai amato di lui e ogni tanto le rivedi, ma ti rendi conto che, pur volendo, tante cose non torneranno mai come una volta.

Ahimè, sto diventando proprio vecchia!

Stanotte… The End

Feste di Natale 2006/2007. Inizio a vedere le prime puntate di un telefilm, Lost. L’avevo letto da tante parti, ma il titolo non mi era sembrato niente di particolare e prevedevo che fosse una ciofeca.
Fine della puntata “pilot”. Poi il nulla. In poche settimane ero arrivata al pari con la visione in USA e da allora, dalla terza serie, ho seguito ogni puntata. Ho rivisto e rivisto le stagioni, ho comprato i dvd, ho scritto teorie.

Accanto a Lost ho tanti ricordi. Mangiate di carne (quando ancora non ero vegetariana), vino, sveglie all’alba per trovare la puntata, discussioni animate su forum, discussioni animate con amici.
Lost ha rappresentato tanto per me.

E domani, la pacchia finisce.

Ho un senso di irrequietezza e di vuoto, ma so che tutto è destinato a finire.

Non scherzo quando dico che Lost, in un certo senso, ha cambiato la mia vita.
Lost è una cosa che ha reso la mia vita bella (come i mercoledì di coppa o i concerti dei Depeche Mode) e pensare che per sempre finirà, fa un po’ male.

E ora questo ciclo sta per terminare.

Non so se arriverò fino in fondo alla puntata, non so se avrò il coraggio di vederla in compagnia come ho fatto per tutta la sesta stagione. Forse è un’esperienza che devo fare nella più completa solitudine.

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