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E non c’è bisogno di aggiungere altro.

ODE AL CANE

Il cane mi domanda
e non rispondo.
Salta, corre pei campi e mi domanda
senza parlare
e i suoi occhi
sono due richieste umide, due fiamme
liquide che interrogano
e io non rispondo,
non rispondo perche’
non so, non posso dir nulla.

In campo aperto andiamo
uomo e cane.

Brillano le foglie come
se qualcuno
le avesse baciate
a una a una,
sorgono dal suolo
tutte le arance
a collocare
piccoli planetari
su alberi rotondi
come la notte, e verdi,
e noi, uomo e cane, andiamo
a fiutare il mondo, a scuotere il trifoglio,
nella campagna cilena,
fra le limpide dita di settembre.

Il cane si ferma,
insegue le api,
salta l’acqua trepida,
ascolta lontanissimi
latrati,
orina sopra un sasso,
e mi porta la punta del suo muso,
a me, come un regalo.
E’ la sua freschezza affettuosa,
la comunicazione del suo affetto,
e proprio li’ mi chiese
con i suoi due occhi,
perche’ e’ giorno, perche’ verra’ la notte,
perche’ la primavera
non porto’ nella sua canestra
nulla
per i cani randagi,
tranne inutili fiori,
fiori, fiori e fiori.
E cosi’ m’interroga
il cane
e io non rispondo.

Andiamo
uomo e cane uniti
dal mattino verde,
dall’incitante solitudine vuota nella quale solo noi
esistiamo,
questa unita’ fra cane con rugiada
e il poeta del bosco,
perche’ non esiste l’uccello nascosto,
ne’ il fiore segreto,
ma solo trilli e profumi
per i due compagni:
un mondo inumidito
dalle distillazioni della notte,
una galleria verde e poi
un gran prato,
una raffica di vento aranciato,
il sussurro delle radici,
la vita che procede,
e l’antica amicizia,
la felicita’
d’essere cane e d’essere uomo
trasformata
in un solo animale
che cammina muovendo
sei zampe
e una coda
con rugiada.

Pablo Neruda

Intenzioni [by Nik]

sveglia ore 10.30/11
mare mattina
pranzo possibilmente di mare
pennichella
ri-mare
parco with birra fredda e patatine
ritorno a casa
cena con frisella
pinochietto, magliettina
viale ionio
cocktail
cornetto
chiacchierata al tavolino
bisca a carte
letto

sveglia ore 10.30/11

….

Italia-Brasile 1-1

Tra Italia e Brasile è guerra accesa.
Noi lo vogliamo. Vogliamo che stia in Italia.

Lo vogliono tutti, o almeno quasi tutti. Direi specialmente gli juventini.
Batt, ehm.. cioè Amauri è stato convocato dal ct del Brasile. Ma per fortuna non in tempo e la Juve ha deciso di non dare il nullaosta.
La partita che avrebbe dovuto giocare sarebbe stata Italia-Brasile, partita tra l’altro a rischio per le difficoltà che ci sono negli ultimi tempi tra i due paesi.

Insomma il Brasile non solo non vuole consegnare Battisti alla giustizia italiana, ma vuole prendersi anche il quasi italiano Amauri. Spero proprio che l’amichevole salti, sarebbe un bel segnale e finalmente il calcio servirebbe a qualcosa di serio!

Amauri

Amauri

Cesare Battisti

Cesare Battisti

Lettera aperta rossonera (o quasi)

Quando per la prima volta ho sentito parlare di LUI non lo conoscevo per nulla. Però aveva un nome molto simpatico e tutti facevano delle battute su di lui.
Era il 2003 e lui aveva 21 anni, io 18.

Era davvero fuori da tutti i canoni, era diverso da tutti, lo si poteva notare sin da subito, sin dalla sua prima fotografia, dal primo arrivo all’aereoporto. Capelli incolti, occhiali, faccia d’angelo.
Il suo primo segno arrivò proprio in una delle partite più importanti, nel derby.
Da lì, non si è più fermato. Con LUI abbiamo vinto il nostro ultimo scudetto proprio quella stagione. Nonostante la mazzata in Champions League, dove uscimmo immeritatamente contro il Deportivo La Coruna dopo un’andata dominata e un ritorno da pecore.. ricordo benissimo quelle due partite. Ricordo dov’ero, con chi ero, come mi sentivo!

Ma purtroppo ricordo anche meglio la finale persa l’anno dopo contro il Liverpool e tutto quello che successe quella sera. Per fortuna poi ci siamo rifatti nel 2006-2007 e grazie sopratutto a LUI abbiamo vinto la Coppa con la C maiuscola.
Saranno indimenticabili le emozioni della doppia sfida in semifinale con il Manchester e soprattutto la sfida casalinga a Milano a cui ho avuto il privilegio di assistere e vederLO con le braccia in alto e con litri e litri di acqua che scendevano dal cielo e dagli occhi.

LUI più di tutti mi ha regalato emozioni uniche. E in queste ore tutti i i bei ricordi associati alle sue partite, ai suoi gol, alle emozioni che ho vissuto in tutti questi cinque anni, mi stanno tornando alla mente. Cerco di non pensarci, ma non ci riesco perché i giornali e le televisioni non parlano d’altro. Non riesco a concepire le mie domeniche senza LUI.

Caro Kakà, se deciderai di andare via lasciarai qui dentro un vuoto enorme, ma non riuscirò mai a condannarti per questo gesto. Anzi, se è quello che realmente desideri, devi farlo e non farti manovrare da un presidente a cui interessa solo il ritorno positivo della sua immagine per vincere in parlamento più che sui campi di calcio.
Se provi quello che provo io nei confronti di questa squadra fatta solo per far parlare di sè e non per giocare a calcio, vai pure via, ne hai il diritto.

Solo non ti dimenticare di noi.

La presentazione di Kakà

La presentazione di Kakà

Benedetti voli a 1 centesimo…

Credo che sentirò il gingle RyanAir diverse volte nei prossimi mesi..

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