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Weltschmerz
Ho passato così tanto tempo a meditare su me stessa e sul mondo che non vedo l’ora di rimettermi a scrivere. O semplicemente iniziarlo a farlo per bene.
Il titolo del post non è messo a caso e mi è venuto in mente ascoltando delle parole (meglio non essere più specifica!).
Quella che provo è stanchezza sì, ma anche una certa frustrazione nel vedere che alcune cose sulle quali dovrebbe “basarsi” la mia vita sono assenti.
Già da tempo mi capita di non aver nessun pensiero prima di andare a dormire e tanto meno uno al mattino, quando mi sveglio (sempre che non abbia fatto degli incubi). Mi rendo conto che ho fatto nella mia vita delle scelte molto coraggiose, ma come si suol dire, ci sono momenti in cui mi cadono le braccia e penso “sarebbe tutto più facile se…..”. Uno fa le cose per bene, crede di averle dette e fatte nel modo giusto, ma niente torna indietro. Non che io mi aspetti qualcosa, ma il mio dare prima o poi finirà se non verrà alimentato dal ricevere qualcosa.
Poi improvvisamente ti capita di pensare a qualcuno e vederci qualcosa che certamente mai si realizzerà. Weltschmerz.
E’ un pensiero stupido, una persona venuta per caso nel mio cammino, ma che per un momento mi fa dimenticare di tutti questi ultimi mesi e di tutto quello che è successo. Dura un attimo e forse mai più si ripeterà.
Pazienza.
Ho una certa disillusione verso gran parte delle cose fondamentali per l’uomo occidentale, anzi a volte inorridisco quando vedo o sento alcuni atteggiamenti che in realtà nascondono un mare di incertezze e di paure. Prima non riuscivo a dare un nome a tutto ciò, ma ora che ho qualcosa di più profondo in me, cerco di annaffiare giorno dopo giorno la mia consapevolezza che mi aiuta a vedere le cose in modo diverso.
Solo che ancora non capisco gli esseri umani. Non riesco a capire come possano far finta di niente sull’odio che provano verso sé stessi e che gli spinge a trovare all’esterno un capro espiratorio, di quelli che mascherano il dolore in apparenze esterne allucinanti, di chi cerca in un’idea romantica la soluzione ai suoi problemi e di chi infine ha talmente paura di essere, di vivere, che tenta in tutti i modi di isolarsi dal mondo.
Sì, dovrei proprio scrivere un libro su questi personaggi.
Peccato che siano persone reali. E d’altronde sono esseri umani.
Una delle domande più scontate e più sconvolgenti che ci possiamo porre non è altro che:
“Io, cos’è che voglio?”
Domande
A breve la domanda “che cacchio ho fatto” si trasformerà in “per quale assurdo motivo mi trovo qui“.
Sono un essere umano anch’io e non ho chiuso occhio fino alle 6.30.
Paura, terrore ed ansia crescono in me.
Ansia per come sono cambiata e su come tutto si stia trasformando rapidamente.
Et tandis que la bande en haut du tableau est formée de la rumeur tournante et bondissante des conques des mers et des nuits humaines,
La douceur fleurie des étoiles et du ciel et du reste descend en face du talus, – contre un panier, – contre notre face, et fait l’abîme fleurant et bleu là-dessous.
(Mystique, Arthur Rimbaud)
Pensieri sparsi
- Le persone giungono sempre al momento giusto nei luoghi in cui sono attese dice Coelho. E se venissero per farci capire altro che ora noi non comprendiamo?
- Non dovrei star qui, non dovrei star qui.
- NON devo guardare il calendario.
- La paura ci fotte sempre, non c’è niente da fare.
- L’attesa è molto snervante, ma allo stesso tempo bellissima.
- Lasciarsi trasportare e seguire il vento del destino è quanto di più bello ci sia al mondo.
- Cercare la catarsi è al momento il mio obiettivo principale.
L’amore esiste di continuo. Sono gli uomini che cambiano.
Mi trovo ad un bivio che mi pare insuperabile. Scegliere una vita che mi sembra sia stata tracciata dal destino o tentare altre strade che forse non mi faranno mai felice.
Ma la verità è che ho già scelto.
E’ tutto mosso dall’amore e se anche è difficile ammetterlo, io mi muovo anche per quello.
Se vado incontro all’amore ne attirerò certamente dell’altro: è solo nel cuore e nei pensieri che troviamo la verità. L’indifferenza, la rabbia, l’orgoglio, il negarsi agli altri, porta inevitabilmente altro dolore.
Ed anche se so che probabilmente non lo riceverò nella forma in cui immagino, so che questa volta ci saranno altre strade e altre risposte. So che il tempo e l’universo mi sono amici perché sto facendo quello che voglio e che forse, un giorno, avrò anche il coraggio di essere quello che ho sempre voluto essere.
Il destino ce lo scegliamo noi. Abbiamo la nostra strada di fronte, ma ci sono tante distrazioni che ci fanno dimenticare il senso del viaggio, il senso del cammino. Soprattutto in questo mondo, dove sono tutti così interessati ad ascoltare l’mp3, ad aspettare un sms, a lavorare 12 ore, a vivere in posti che odiano, che non si rendono conto di quanto può essere facile e bello lasciarsi andare.
Anch’io ero cieca. O perlomeno, lo sono stata per tanto tempo, perché ero troppo presa dalle stronzate che mi circondavano per rendermi conto di ciò che potevo realmente fare. E’ capitato che la vita mi ha messo di fronte un libro tempo fa, che avrebbe potuto farmi tornare la ragione.
Non l’ha fatto perché non ero ancora pronta. Se rileggessi quello stesso libro ora, sarebbe tutto diverso. Ecco perché quando dicevo che ora gusto le cose in una maniera diversa, non era una boutade.
Ho bisogno ancora di qualche settimana per gestire ed organizzare meglio ciò che ho dentro. Le azioni non tarderanno, fidatevi.
Consapevolezza

Consapevolezza. Questa è la parola chiave che mi ha accompagnato negli ultimi mesi. Raggiungerla, conquistarla, è il dono più bello che abbia mai ricevuto.
All’improvviso però due occhi e delle persone speciali in un posto speciale mi hanno aiutato finalmente a rimettere tutti i tasselli in sesto ed ho avuto finalmente il mio momento di illuminazione. Illuminazione sul perché sono successe certe cose, su perché andavo a sbattere contro un muro e niente mi tornava indietro.
Le vibrazioni dei miei pensieri hanno iniziato ad essere sempre più belle e positive e sono sempre stata pronta ad accettare quello che mi arrivava dandogli un nome, collegandolo ad altro. Da questo momento, non ho più avuto bisogno di cercare. E’ tutto arrivato da me. Tutto quello che mi serviva per capire, per trovare la mia strada.
Mi mancavano delle risposte. Ora che credo di averle quasi avute, posso iniziare il mio cammino.
Il mio cammino è ora quello di tornare in un vecchio posto. Perché non l’ho fatto prima? Perché sapevo che non era il momento giusto e sapevo che dovevano ancora maturare alcune scelte in me.
Ora che sono pronta, non vedo l’ora che questo momento arrivi. Perché adesso everything in its right place, come dicono i Radiohead.









