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Domande

A breve la domanda “che cacchio ho fatto” si trasformerà in  “per quale assurdo motivo mi trovo qui“.

Sono un essere umano anch’io e non ho chiuso occhio fino alle 6.30.
Paura, terrore ed ansia crescono in me.
Ansia per come sono cambiata e su come tutto si stia trasformando rapidamente.

Et tandis que la bande en haut du tableau est formée de la rumeur tournante et bondissante des conques des mers et des nuits humaines,
La douceur fleurie des étoiles et du ciel et du reste descend en face du talus, – contre un panier, – contre notre face, et fait l’abîme fleurant et bleu là-dessous.
(Mystique, Arthur Rimbaud)

Pensieri sparsi

  • Le persone giungono sempre al momento giusto nei luoghi in cui sono attese dice Coelho. E se venissero per farci capire altro che ora noi non comprendiamo?
  • Non dovrei star qui, non dovrei star qui.
  • NON devo guardare il calendario.
  • La paura ci fotte sempre, non c’è niente da fare.
  • L’attesa è molto snervante, ma allo stesso tempo bellissima.
  • Lasciarsi trasportare e seguire il vento del destino è quanto di più bello ci sia al mondo.
  • Cercare la catarsi è al momento il mio obiettivo principale.

L’amore esiste di continuo. Sono gli uomini che cambiano.

Mi trovo ad un bivio che mi pare insuperabile. Scegliere una vita che mi sembra sia stata tracciata dal destino o tentare altre strade che forse non mi faranno mai felice.
Ma la verità è che ho già scelto.

E’ tutto mosso dall’amore e se anche è difficile ammetterlo, io mi muovo anche per quello.
Se vado incontro all’amore ne attirerò certamente dell’altro: è solo nel cuore e nei pensieri che troviamo la verità. L’indifferenza, la rabbia, l’orgoglio, il negarsi agli altri, porta inevitabilmente altro dolore.
Ed anche se so che probabilmente non lo riceverò nella forma in cui immagino, so che questa volta ci saranno altre strade e altre risposte. So che il tempo e l’universo mi sono amici perché sto facendo quello che voglio e che forse, un giorno, avrò anche il coraggio di essere quello che ho sempre voluto essere.

Il destino ce lo scegliamo noi. Abbiamo la nostra strada di fronte, ma ci sono tante distrazioni che ci fanno dimenticare il senso del viaggio, il senso del cammino. Soprattutto in questo mondo, dove sono tutti così interessati ad ascoltare l’mp3, ad aspettare un sms, a lavorare 12 ore, a vivere in posti che odiano, che non si rendono conto di quanto può essere facile e bello lasciarsi andare.

Anch’io ero cieca. O perlomeno, lo sono stata per tanto tempo, perché ero troppo presa dalle stronzate che mi circondavano per rendermi conto di ciò che potevo realmente fare. E’ capitato che la vita mi ha messo di fronte un libro tempo fa, che avrebbe potuto farmi tornare la ragione.
Non l’ha fatto perché non ero ancora pronta. Se rileggessi quello stesso libro ora, sarebbe tutto diverso. Ecco perché quando dicevo che ora gusto le cose in una maniera diversa, non era una boutade.

Ho bisogno ancora di qualche settimana per gestire ed organizzare meglio ciò che ho dentro. Le azioni non tarderanno, fidatevi.

Consapevolezza

Consapevolezza. Questa è la parola chiave che mi ha accompagnato negli ultimi mesi. Raggiungerla, conquistarla, è il dono più bello che abbia mai ricevuto.
All’improvviso però due occhi e delle persone speciali in un posto speciale mi hanno aiutato finalmente a rimettere tutti i tasselli in sesto ed ho avuto finalmente il mio momento di illuminazione. Illuminazione sul perché sono successe certe cose, su perché andavo a sbattere contro un muro e niente mi tornava indietro.
Le vibrazioni dei miei pensieri hanno iniziato ad essere sempre più belle e positive e sono sempre stata pronta ad accettare quello che mi arrivava dandogli un nome, collegandolo ad altro. Da questo momento, non ho più avuto bisogno di cercare. E’ tutto arrivato da me. Tutto quello che mi serviva per capire, per trovare la mia strada.
Mi mancavano delle risposte. Ora che credo di averle quasi avute, posso iniziare il mio cammino.
Il mio cammino è ora quello di tornare in un vecchio posto. Perché non l’ho fatto prima? Perché sapevo che non era il momento giusto e sapevo che dovevano ancora maturare alcune scelte in me.

Ora che sono pronta, non vedo l’ora che questo momento arrivi. Perché adesso everything in its right place, come dicono i Radiohead.

Quando tutti i castelli di carta cadono

Mi manchi tanto. Mi manca una parte di me, perché siamo stati per tanto tempo una sola persona.
Sento un vuoto incolmabile che nessuno è in grado di riempire.

Mi manchi perché eri tu, per quello che eri e per quello che sei.
Vorrei arrendermi a questo dolore e fare finta di niente, ma non ci riesco. Non sono il tipo.
Mi mancano i tuoi pensieri, le tue parole, le discussioni sulla politica, sul calcio, sulla vita, su tutto.

E’ come se mi avessero staccato una parte della mia vita, del mio corpo, della mia testa. Ed io questo non posso ignorarlo. Nella mia immaturità emotiva, l’ho nascosto, ma ora ho capito.
Chi non ha mai amato completamente un altro/a e chi non ha mai visto i suoi occhi riflessi nell’altro, non può capirlo. Ognuno ha dentro di sé una verità, che nasconde per diverse ragioni. C’è chi si crea castelli pur di non ammettere sconfitte, dolore o per non vedere i bisogni che segretamente ha.

Io ho visto cosa c’è nel tuo cuore ed ora lo vedo anche meglio di te. Anzi, ora lo vedo meglio di quanto non lo vedessi io stessa una volta ed ora capisco alcune cose che prima di sfuggivano.

Questo blog ha sempre parlato di te. E continuerà sempre a farlo.
Questa è parte della mia vita che non rinnegherò mai e che sarà sempre qui.

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