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Eureka!

A volte la mente trova scorciatoie ad un realtà che è difficile da accettare.
Altre volte un’idea fa tornare tutti i tasselli in ordine.
E’ difficile scegliere quale di queste due strade da seguire.
Per fortuna, non sono tenuta a scegliere niente!!
Della morale e dell’incoerenza
Nelle ultime settimane ho capito che:
- se sei un calciatore che tradisce la moglie con quella di un collega, ti ritirano la fascia da capitano
- se sei un cantante e dici che sei dipendente dalla droga, non puoi andare a Sanremo
- se dici delle bestemmie, non puoi partecipare al Grande Fratello.
Ma tranquilli, se siete politici potete fare tranquillamente questo ed altro e al Parlamento non solo entrerete a testa alta, ma tutti i vostri colleghi esprimeranno supporto e sdegno per le calunnie prenseti sui giorniali.
Vertigini
Ho letto ultimamente che chi soffre di vertigini, o meglio chi ha paura del vuoto, non prova un vero e proprio terrore. E’ curiosità, voglia di provare.
E’ il vuoto che ci chiama e ci spinge a lui. E noi ne siamo attratti.
Non ho un buon rapporto con i posti alti. Tipo, per me è molto difficile andare in un balcone in construzione senza ringhiera. Anzi, direi che è quasi impossibile. Se la ringhiera invece c’è, il mio senso di paura-curiosità non passa. A volte contemplo il vuoto per minuti, spesso l’ho fatto anche per ore.
C’è un posto particolare dove mi capita spesso, ma ci vado per fortuna, solo una volta all’anno. L’ultima volta ho avuto davvero paura. Paura che mi succedesse qualcosa, che perdessi l’equilibrio.
Nonostante ciò, avrei forse vissuto attimi di pace.
Perciò si, forse è proprio vero: non è solo paura, ma anche fascino.
Lezione
Ho imparato che nella vita è meglio essere maligni: è forse l’unico modo per scoprire le cose.
Ho imparato che nella vita è meglio incazzarsi di più e trattare male la gente, perché solo così riesce a portarti rispetto.
Ho finalmente capito che ho incontrato nella mia vita gente che non era degna nemmeno di un mio saluto e di un mio incoraggiamento perché poi si sono sempre troppo approfittate della mia bontà.
Ed io dovrei cambiare tutte queste cose per voi? Ma per piacere.
E ho incontrato una persona che ha il coraggio di rinfacciare atteggiamenti altrui solo perché non ha la palle di ammettere i propri errori. Che soprattutto ha saputo vivere bene quando le rose erano tenere, ma che ha tagliato subito la corda quando c’era da cacciare la forza e l’amore.
Del resto ho sempre pensato una cosa: chi siamo davvero è ciò che siamo nei momenti di difficoltà, non quando tutto gira bene.
Insomma, meglio pochi ma buoni. Meglio cancellare certa gentaglia che adeguarmi ai loro mondi e alle loro pretese. Meglio allontanarli, prima che mi contaminino con la loro maleducazione e cattiveria.
Meglio vivere nella sofferenza, ma con qualcosa nel cervello (e credemi, le persone con il sale in zucca sono sempre di meno al giorno d’oggi). Meglio essere tristi che essere infelici cronici. Meglio essere sicuri di sé che vivere a caso.
Molto meglio stare da soli che con chi non sa apprezzarti.
Grazie.
Com’è sentirsi solo
Sentirsi solo e guardarsi intorno e vedere solo gente estranea,
è sentire un’altra lingua, un altro telegiornale,
è non poter uscire il pomeriggio con gli amici di sempre,
è stare in una casa che non è la tua, con persone che non sanno chi sei,
che tu non sai chi sono.
Sentirsi solo è guardare dalla finestra una città nuova,
è non poter sentire gli amici di sempre,
è poter camminare senza comprendere ciò che gli altri dicono,
è non avere una macchina per scappare,
non avere riferimenti,
non avere nessuna casa, nessun rifugio,
vedere tutti i giorni facce nuove
solo il cielo e il mare.
Sentirsi solo è vivere sotto costante minaccia,
non avere la possibilità di vedere la gente che hai sempre visto,
sentirsi abbandonato da tutto e da tutti,
non poter contare su nulla,
non poter ricevere visite,
non avere le distrazioni che ti hanno permesso di accettare la vita con maggiore leggerezza.
Sentirsi veramente da solo è vivere una vita parallela,
sentirsi in carcere e non poter nemmeno piangere,
voler spaccare il mondo e sentirsi tirare da una coda immaginaria dietro la schiena.
Sentirsi solo è tutto questo e altro.
Ma è soprattutto mangiare e parlare di cose che normalmente non faresti mai.
Con gente con cui non staresti mai.
Se potessi scegliere.
Se sei solo, non puoi scegliere.





