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Tra strane emozioni

Quando si cambia si ha sempre un po’ paura di quello che sarà. Stare a 1000 km da casa e vivere in una grossa città lontano da amici e parenti è stato un bel cambiamento. Ma nulla di trascendentale, mi sono sempre sentita a casa nonostante un periodo non ottimo che ho passato.
E poi avevo con me la persona amata…

L’esperienza che mi aspetta nei prossimi 3 mesi è diversa. Andrò a vivere in un paese straniero e in più ci lavorerò non conoscendo ancora la lingua.
Soprattutto lascerò qua il sentimento e una persona che mi ha accompagnato mano per mano negli ultimi anni. Sono molto indipendente e individualista, ma ho anche bisogo di avere con me una certezza.

In realtà mi sento di tornare indientro di anni, quando c’ero solo io.  Provo tanta gioia per questa nuova esperienza che mi attende e tanta voglia di stare in un posto diverso e conoscere gente nuova. Ma allo stesso tempo ho la grossa maliconia di lasciare qui in Italia un pezzo di me.
E contemporaneamente mi sento felice e fortunata perché lui è contento e felice quanto me e per me.

Insomma, sono molto contenta. Non so se avrò a disposizione un collegamento ad Internet o avrò la possibiltà di aggiornare il blog di tanto in tanto.
Ma ora saprete il perché! :)

Valencia, arrivo!

Il fantastico mondo del “lavoro”

In queste ultime settimane sto cercando qualche lavoretto come hostess per riuscire a vivere una vita quantomeno “normale” a Milano, da studente fuori sede, con un affitto da pagare e delle tasse esorbitanti da rispettare.
Oltre al solito “volantinaggio” che qui è pagato anche abbastanza bene, ho cercato qualcosa un po’ più consona al mio percorso di studi.

Trovo un annuncio da parte di un sito Internet di web-giornalismo che cerca appunto redattori e che addirittura paga gli articoli. Mi candido, mando il mio CV e mi rispondono che avrei dovuto mandare un articolo di prova perché volevano valutare il mio stile.
Avrei però dovuto scrivere sui Balcani. Sì, c’era proprio scritto così, senza nessuna altra spiegazione, solo che mi sarei dovuta limitare a venti righe. Ok, quando si scrive si parla di battute, parole, caratteri, non di righe, ma va bene lo stesso. Con un argomento del genere potevo spaziare in qualsiasi modo, scrivere di qualunque cosa.

Scrivo in un quarto d’ora un pezzo sulla situazione del Montenegro rispettando in pieno le venti righe, non impegnandomi nemmeno oltremondo perché di certo non mi stavo candidando per il premio Pulitzer. Dopo quasi una settimana mi rispondono con una dettagliata analisi che in pochissime parole evidenzia che: ho scritto un pezzo originale, ma che ho trattato in pochissime righe la situazione dei paesi dell’ex-Juvoslavia. L’analisi è molto interessante e si vede che il pezzo l’hanno letto sul serio, ma chi l’ha scritta probabilmente non si è resa conto che mi era stato dato un preciso limite di venti righe.

Di cose strane in questi giorni, ne ho sentite davvero tanto. Le racconto nella prossima puntata.
Comunque, dato che ormai ‘sto pezzo l’ho scritto, probabilmente lo pubblico qui. Ameno a qualcosa sarà servito.

Tempi duri per l’Università

Uno degli argomenti più ignorati della scorsa campagna elettorale sono stati i fondi destinati alla ricerca e lo stato dell’Università in generale, poco più che accennati da Berlusconi e trattati in sordina da Veltroni.
Sappiamo più o meno tutti che siamo uno degli ultimi paesi per quanto riguarda la ricerca e che i nostri giovani laureati incontrano più di una difficoltà per entrare nel mondo del lavoro, tanto da dover fuggire all’estero per trovare qualcosa di decente.

Ma veniamo agli ultimi avvenimenti.

17 Giugno 2008. Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Gelmini assicura che saranno aiutati i docenti, i ricercatori e gli studenti delle Università italiane garantendo 240 € in più per le borse di dottorato, che i fondi privati destinati alla ricerca saranno incentivati, che ci sarà un taglio netto dei corsi di laurea, garantendo più meritocrazia.

25 Giugno 2008. Con il decreto che anticipa la finanziaria, il quadro dipinto dalla Gelmini non è più così roseo. Assunzioni contenute (un contratto a tempo indeterminato ogni cinque pensionamenti), riduzione del Fondo di finanziamento ordinario, probabili tagli agli stipendi.
Il mondo accademico, ovviamente, ha subito alzato la voce, perchè nel tempo questa situazione potrebbe diventare insostenibile.
E indovinate un po’ dove potrebbero andare a prendere i soldi che mancano? Ovviamente su noi poveri studenti (ergo sulle nostre famiglie) che, nonostante le assicurazioni di rito, andrebbero a pagare più tasse.

10 luglio 2008. Le rassicurazioni della Gelmini arrivano immediatamente. La ministra ribadisce che è vero che ci saranno meno soldi a disposizioni, ma verranno usati meglio che in passato, tramite degli indicatori. In pratica le università avranno anche la possibilità di diventare delle vere e proprie Fondazioni proprio per aiutarle a racimolare più soldi dai privati invece che dallo stato.

15 Luglio 2008. Come avranno mai reagito i rettori e i consigli? Che ve lo dico a fare. “Contestazioni, minacce di bloccare lezioni, esami e sessioni di laurea, allusioni nemmeno troppo velate allo stop del prossimo anno accademico”. Il solito.
Ad esempio sul sito dell’università di Bari, c’è un vero e proprio comunicato.

Il problema è che tutto ciò fa pare di un disegno infinito, composto di cause e concause.
Se il debito pubblico non fosse così alto, se ci fossero meno sprechi, se tutti pagassimo le tasse, se le aziende italiane cambiassero rotta, se l’università fosse più pratica, se i docenti e gli assistenti non fossero assunti solo perchè sono parenti di, se…………etc

foto francesco.mazzone

Poi dicono che….

IO: Ma al colloquio a Milano c’era tanta gente?
NIK: Sì sì, ho trovato anche una ragazza che studia a Bari
IO: Ah, c’era anche parecchia gente del sud
NIK: Veramente quello più a nord era di Campobasso….

Nuovi propositi nel breve e nel lungo termine

  • Trasferire il blog su un altro domini FATTO
  • Visitare Dublino e capire se è il posto giusto per trasferirsi tra qualche anno  FATTO
  • Scrivere curriculum FATTO
  • Fare domanda per il tirocinio con MAE FATTO
  • Andare a Chieti per la laurea di Marianna NON FATTO
  • Trasferirsi per un po’ a Roma (soprattutto se mi prendono al tirocinio)
  • Fare una bella vacanza quest’estate
  • Trasferirsi a Milano e frequentare la specialistica alla Cattolica
  • Seguire un corso che migliori il mio inglese
  • Laurearmi nuovamente
  • Fare qualche altra breve esperienza lavorativa
  • Trasferirmi all’estero

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