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Un 5 giugno qualsiasi
“Cos’è la passione? Io la immagino sempre come un fiume straripante, non è possibile arginarla…ti prende, ti fa sobbalzare, ti fa pensare come tu abbia fatto fino a quel momento della tua vita a non provare l’emozione di essere trascinato da lei! Ma poi cosa accade…cazzo quanti pericoli nasconde la passione, raggiungi la vetta…è vero, ma chissà cosa trovi lassù! Gioia infinita, occhi che brillano o si illuminano soli, ma anche delusione, rabbia, sconforto…c’è da aspettarsi di tutto! Ma poi? Poi accade che travolto dalla passione provi a eliminare le tue mille maledette maschere, cercando di mostrarti per quello ke sei…tanto la vita è una, VIVIAMOLA per dio! Sono un sostenitore della passione senza freni? NO. Sono un sostenitore della razionalità dei sentimenti? NO. Mi sento come un enorme barattolo vuoto, cosa cazzo si fa in questi momenti? Forse si urla qualcosa sul muro sperando ke una qualche luce dentro di noi si illumini…”
Coincidenze

All’uscita dall’albergo, Valencia mi sembrò una donna bella ma non giovane che rivedi al mattino dopo averci fatto l’amore tutta la notte. La sera prima era ben vestita, truccata, profumata. Adesso invece si è appena alzata, ha gli occhi assonnati, i suoi capelli ti sembrano troppo lunghi. Lei si aggira con addosso una vecchia maglietta. Tu vorresti essere altrove. E probabilmente anche lei vorrebbe che tu fossi altrove.
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G. Carofiglio, Il passato è una terra straniera, p. 176
La maschera
La Maschera
-William Butler Yeats
“Tògli quella maschera d’oro ardente
Con gli occhi di smeraldo”.
“oh no, mio caro, tu vuoi permetterti
Di scoprire se i cuori sian selvaggi o saggi,
Benché non freddi”.
“volevo solo scoprire quel che c’è da scoprire,
Amore o inganno”.
“fu la maschera ad attrarre tua mente
E poi a farti battere il cuore,
Non quel che c’è dietro”.
“ma io debbo indagare per sapere
Se tu mi sia nemica”.
oh no, mio caro, lascia andar tutto questo;
Che importa, purché ci sia fuoco
In te, in me?
A volte un Brecht ti sorprende
L’altra sera stavo vedendo “Le vite degli altri“, interessante film che ha vinto anche un Oscar.
Mi ha colpito, così all’improvviso, una poesia citata dal protagonista. Di solito non è che ami particolarmente mettere sul blog queste tipo di cose e in fatto di poesia sono molto selettiva, ma è d’obbligo un’eccezione.
Credo che comprerò anche una raccolta di Brecht.
Ricordo di Mary A.
Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l’amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d’estate
c’era una nube ch’io mirai a lungo:
bianchissima nell’alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.
E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell’amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l’ho baciato un giorno.
Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall’alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.
Bertol Brecht
Piccolissimi excursus storici su Chiesa e blasfemie
“Da tutto questo potete vedere se ho o no il diritto di pensare che a tenere la Corte di Roma sotto la sua spada è l’Anticristo in persona. Io lo considero peggiore di qualsiasi turco.”
Certo che rispetto a questo, i diavoletti sodomizzatori di papa Raztinger della Guzzanti sono poca roba.
Peccato che questa frase sia stata detta quasi 500 anni fa da un certo Martin Lutero nei confronti di uno dei Papi più illuminati dell’epoca, un certo Leone X, figlio niente poco di meno che di Lorenzo il Magnifico. Ma Lutero non si limitava a questo. Descriveva Roma come “la sinagoga di Satana“, “uso contro il Papa, lo stesso linguaggio che userei contro l’Anticristo“; robette così, insomma.
Peccato che proprio lui abbia creato un nuovo movimento all’interno della religione cristiana.
Altro esempio. Diceva Savonarola in una sua omelia:
O meretrice Chiesa, tu hai fatto vedere la tua bruttezza a tutto il mondo e il tuo fetore è salito al cielo. Molti di voi dicono che verranno scomuniche… Per me ti prego, o Signore, che la venga presto… Portatela in su una lancia questa scomunica e apritele le porte..
Savonarola ora è beato.
E il paradosso dei paradossi lo spiega ancora meglio Indro Montanelli:
Condannato dal tribunale di Reggio Emilia per bestemmie e turpiloquio contro la Chiesa, Roberto Benigni avrebbe qualche ragione di considerarsi vittima di un’ingiustizia. Proprio il giorno prima la Chiesa riabilitava Martin Lutero, scomunicato ai suoi tempi pressappoco per gli stessi motivi. Come cambia, coi tempi, la sorte degli uomini! È inquietante pensare che Benigni, se fosse vissuto cinquecent’anni fa, sarebbe forse diventato Lutero. Ma addirittura sconvolgente è che Lutero, se fosse nato cinquecent’anni dopo, sarebbe forse diventato Benigni!
Forse la Guzzanti sarà un giorno Santa Sabina per quello che ha detto l’8 Luglio e i suoi sketch irriverenti materiale da studiare e beare.
Insomma, con questa Chiesa, non si può mai stare tranquilli..





