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Una pazza giornata d’Aprile

Solo nella mia città, Matera, possono capitare queste cose.
Ecco cos’è successo molto brevemente a chi non è dentro la situazione e non lo sa.

Due candidati al ballottaggio. Uno del centrosinistra (Adduce) e uno supportato da liste civiche + MPA e Io sud (Tosto). Entrambi hanno creduto di vincere. Peccato che Tosto lo ha creduto perché i dati forniti dalla sua azienda, la Datacontat, presenti sul sito della sua tv locale, Trm, lo davano vincitore.
Purtroppo i dati veri sono altri e sono quelli che sono pubblicati sul sito della prefettura.
Entrambi hanno festeggiato e sono stati portati in corteo dai loro sostenitori
Ecco cos’è successo:

Motivi per non votare….

Molto sinteticamente. Andrò controcorrente. Per ogni candidato sindaco alla città di Matera elencherò un motivo per non votarlo. Ovviamente io ho la mia precisissima idea e preferenza (che secondo me in molti sbaglieranno…!), come ogni essere umano.

  • Angelo Tosto: perché la sua campagna elettorale è stata così esageratamente martellante che in occasione degli incontri di quartiere è passato così tante volte sotto casa il pulmino degli annunci che se incontro chi li ha registrati per strada, posso riconoscerlo e menarlo ad occhi chiusi;
  • Cinzia Scarciolla : (e qui mi rifaccio a materatown) perché tre anni fa portava la kefiah e ora il tailleur;
  • Mimmo Savino : perché è veramente troppo incazzato di come vanno le cose a Matera;
  • Saverio Acito : perché ha dichiarato tre anni fa “non mi candiderò MAI al fianco di Buccico” [fonte: intervista al tg3 Basilicata subito dopo le prime elezioni sull'intenzione di schierarsi con qualcuno al ballottaggio] e in seguito qualche mese fa “non mi candiderò MAI per il PdL [fonte: sempre tg3 regione Basilicata]“. Ora ha detto che, dopo questa volta, non si candiderà MAI più.
  • Salvatore Adduce: ebbbbbasta utilizzare negli spot Matera 2019 capitale della cultura!!!
  • Mimmo Genchi : perché probabilmente ha fatto una scelta troppo coraggiosa mettendosi da solo. La domanda sorge spontanea: dove si schiererà in caso di ballottaggio?

Not a good day

Piccoli problemi per la Chiesa…

P.s. Stasera va in streaming Rai per una notte a partire dalle 21. Pur condividendo le perplessità di Gilioli, sempre meglio che vedere i Ris su Canale5.

La lettera di Beppino Englaro

Lettera presa da “La Repubblica” di oggi.

CARO direttore, un anno è passato dalla “fine di un incubo”. Era un incubo nostro, degli Englaro, perché avevamo un componente della famiglia in balìa di mani altrui, contro la sua volontà. Ma credo che questo incubo familiare sia entrato in molte case. Incontro sempre più persone che vogliono stringermi la mano, salutarmi e dirmi grazie. Penso che questa gente abbia capito il senso dei diritti individuali di libertà delle persone. Sono convinto che molti si siano resi conto del prezzo che abbiamo pagato.

C’è una questione che viene sempre capovolta. Mi sento dire: “Mai più Eluane”. E cioè, mai più contro la sacralità della vita e la sua indisponibilità. Ma, secondo me, è l’esatto contrario. E cioè, nessuno deve avere il potere di disporre di un’altra vita com’è avvenuto per Eluana. Il miglior modo di tutelare la vita in tutte le situazioni è affidarne le decisioni a chi la vive. Sia a chi è in condizioni di intendere e volere, sia a chi non è più capace, ma ha spiegato che cosa avrebbe voluto per sé. Che cosa mi diceva Eluana? “La morte l’accetto, fa parte della vita, ma che altri mi possano ridurre a una condizione di non-morte e di non-vita, no, questo non l’accetto”. C’è chi la pensa in maniera diversa, e lo so bene. Ma so bene anche che mentre Eluana moriva, il Parlamento aveva organizzato una corsa per approvare una norma che annullasse quello che aveva stabilito la corte di Cassazione.

C’era un giudicato e c’erano dei politici che volevano sovvertirlo. C’era una nostra lunga e dolorosa battaglia, e c’era chi voleva farne carta straccia. Sembrava che quella legge fosse indispensabile per gli italiani. Che fosse fondamentale per la salvaguardia ideologica di alcuni partiti. Adesso io vorrei dire: è passato un anno, e la legge non c’è. Come mai? A che punto è? Tutta quella forza d’urto lanciata mentre una ragazza moriva dov’è finita?
Vedo che non hanno capito niente: i politici ne fanno una questione di conflitto di poteri, di chi decide che cosa. Dimenticano che la corte costituzionale s’è già espressa, avallando l’operato della magistratura di fronte a un cittadino che s’era rivolto a loro per il riconoscimento di un suo diritto. E se questi politici leggono bene la sentenza del 16 ottobre 2007, capiscono che è perfettamente allineata ai principi della nostra Costituzione.
Se i politici vogliono riappropriarsi, come del resto a loro spetta, del diritto “dell’ultima parola” su temi eticamente controversi, devono tenere conto di quello che è accaduto sinora. E come diceva Pulitzer, “un’opinione pubblica bene informata è la nostra corte suprema”. I sondaggi ci sono, dicono che il mio è il sentire comune. E invece questa legge, così come viene formulata, non tiene e non terrà. E poi come non considerare che anche la terza carica dello Stato si è espressa sul tema, mettendo in guardia il legislatore da autoritarismi da stato etico?

I cittadini, come era esasperatamente cittadina Eluana, vogliono essere messi in condizione di assumersi le loro responsabilità. E non essere trattati come se non fossero responsabili delle loro scelte di coscienza. Un anno dopo la morte di Eluana, io voglio semplicemente separare la tragedia privata di aver perso una figlia dalla violenza terapeutica. Non credo che la medicina giusta sia quella che offre una “vita senza limiti”. Eluana un anno dopo è come un anno fa, o diciotto anni fa: un simbolo pulito della libertà individuale. Ed è nel mio cuore costantemente.

Della morale e dell’incoerenza

Nelle ultime settimane ho capito che:

  • se sei un calciatore che tradisce la moglie con quella di un collega, ti ritirano la fascia da capitano
  • se sei un cantante e dici che sei dipendente dalla droga, non puoi andare a Sanremo
  • se dici delle bestemmie, non puoi partecipare al Grande Fratello.

Ma tranquilli, se siete politici potete fare tranquillamente questo ed altro e al Parlamento non solo entrerete a testa alta, ma tutti i vostri colleghi esprimeranno supporto e sdegno per le calunnie prenseti sui giorniali.

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