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Waiting for “the one” with happiness, 23/10/10

Con te sarò nuovo. Ti dico queste parole nel periodo migliore della mia vita, nel periodo in cui sto bene, in cui ho capito tante cose. Nel periodo in cui mi sono finalmente ricongiunto con la mia gioia. In questo periodo la mia vita è piena, ho tante cose intorno a me che mi piacciono, che mi affascinano. Sto molto bene da solo, e la mia vita senza di te è meravigliosa. Lo so che detto così suona male, ma non fraintendermi, intendo dire che ti chiedo di stare con me non perché senza di te io sia infelice: sarei egoista, bisognoso e interessato alla mia sola felicità, e così tu saresti la mia salvezza. Io ti chiedo di stare con me perché la mia vita in questo momento è veramente meravigliosa, ma con te lo sarebbe ancora di più. Se senza di te vivessi una vita squallida, vuota, misera non avrebbe alcun valore rinunciarci per te. Che valore avresti se tu fossi l’alternativa al nulla, al vuoto, alla tristezza? Più una persona sta bene da sola, e più acquista valore la persona con cui decide di stare. Spero tu possa capire quello che cerco di dirti. Io sto bene da solo ma quando ti ho incontrato è come se in ogni parola che dico nella mia vita ci fosse una lettera del tuo nome, perché alla fine di ogni discorso compari sempre tu. Ho imparato ad amarmi. E visto che stando insieme a te ti donerò me stesso, cercherò di rendere il mio regalo più bello possibile ogni giorno. Mi costringerai ad essere attento. Degno dell’amore che provo per te. Da questo momento mi tolgo ogni armatura, ogni protezione… non sono solo innamorato di te, io ti amo. Per questo sono sicuro. Nell’amare ci può essere anche una fase di innamoramento, ma non sempre nell’innamoramento c’è vero amore. Io ti amo. Come non ho mai amato nessuno prima.

Fabio Volo – E’ una vita che ti aspetto

Anem!

Herman Hesse diceva:

Imparare, fare, guardare, viaggiare.

Che frase forte, no? Mi rappresenta, ma manca una cosa, la piú importante.

Imparare, fare, guardare, viaggiare, amare.

Ecco, cos¡ rappresenta davvero cos’è la vita!

Tra strane emozioni

Quando si cambia si ha sempre un po’ paura di quello che sarà. Stare a 1000 km da casa e vivere in una grossa città lontano da amici e parenti è stato un bel cambiamento. Ma nulla di trascendentale, mi sono sempre sentita a casa nonostante un periodo non ottimo che ho passato.
E poi avevo con me la persona amata…

L’esperienza che mi aspetta nei prossimi 3 mesi è diversa. Andrò a vivere in un paese straniero e in più ci lavorerò non conoscendo ancora la lingua.
Soprattutto lascerò qua il sentimento e una persona che mi ha accompagnato mano per mano negli ultimi anni. Sono molto indipendente e individualista, ma ho anche bisogo di avere con me una certezza.

In realtà mi sento di tornare indientro di anni, quando c’ero solo io.  Provo tanta gioia per questa nuova esperienza che mi attende e tanta voglia di stare in un posto diverso e conoscere gente nuova. Ma allo stesso tempo ho la grossa maliconia di lasciare qui in Italia un pezzo di me.
E contemporaneamente mi sento felice e fortunata perché lui è contento e felice quanto me e per me.

Insomma, sono molto contenta. Non so se avrò a disposizione un collegamento ad Internet o avrò la possibiltà di aggiornare il blog di tanto in tanto.
Ma ora saprete il perché! :)

Valencia, arrivo!

A volte un Brecht ti sorprende

L’altra sera stavo vedendo “Le vite degli altri“, interessante film che ha vinto anche un Oscar.
Mi ha colpito, così all’improvviso, una poesia citata dal protagonista. Di solito non è che ami particolarmente mettere sul blog queste tipo di cose e in fatto di poesia sono molto selettiva, ma è d’obbligo un’eccezione.
Credo che comprerò anche una raccolta di Brecht.

Ricordo di Mary A.
Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l’amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d’estate
c’era una nube ch’io mirai a lungo:
bianchissima nell’alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.

E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell’amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l’ho baciato un giorno.

Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall’alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.

Bertol Brecht

Un altro piccolo regalino

A Lui che la Laurea seria l’ha presa.
A Lui che dopo tanti sacrifici e tante incazzature, è arrivato sul gradino più alto.
A Lui che mi ha regalato una gioia grandissima.
A Lui che ora è a tutti gli effetti disoccupato!
A Lui che riempie i miei giorni e il mio cuore.

TANTI AUGURI AMORE!

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