Archive del 2010

Weltschmerz

Ho passato così tanto tempo a meditare su me stessa e sul mondo che non vedo l’ora di rimettermi a scrivere. O semplicemente iniziarlo a farlo per bene.

Il titolo del post non è messo a caso e mi è venuto in mente ascoltando delle parole (meglio non essere più specifica!).
Quella che provo è stanchezza sì, ma anche una certa frustrazione nel vedere che alcune cose sulle quali dovrebbe “basarsi” la mia vita sono assenti.
Già da tempo mi capita di non aver nessun pensiero prima di andare a dormire e tanto meno uno al mattino, quando mi sveglio (sempre che non abbia fatto degli incubi). Mi rendo conto che ho fatto nella mia vita delle scelte molto coraggiose, ma come si suol dire, ci sono momenti in cui mi cadono le braccia e penso “sarebbe tutto più facile se…..”. Uno fa le cose per bene, crede di averle dette e fatte nel modo giusto, ma niente torna indietro. Non che io mi aspetti qualcosa, ma il mio dare prima o poi finirà se non verrà alimentato dal ricevere qualcosa.

Poi improvvisamente ti capita di pensare a qualcuno e vederci qualcosa che certamente mai si realizzerà. Weltschmerz.

E’ un pensiero stupido, una persona venuta per caso nel mio cammino, ma che per un momento mi fa dimenticare di tutti questi ultimi mesi e di tutto quello che è successo. Dura un attimo e forse mai più si ripeterà.
Pazienza.

Ho una certa disillusione verso gran parte delle cose fondamentali per l’uomo occidentale, anzi a volte inorridisco quando vedo o sento alcuni atteggiamenti che in realtà nascondono un mare di incertezze e di paure. Prima non riuscivo a dare un nome a tutto ciò, ma ora che ho qualcosa di più profondo in me, cerco di annaffiare giorno dopo giorno la mia consapevolezza che mi aiuta a vedere le cose in modo diverso.

Solo che ancora non capisco gli esseri umani. Non riesco a capire come possano far finta di niente sull’odio che provano verso sé stessi e che gli spinge a trovare all’esterno un capro espiratorio, di quelli che mascherano il dolore in apparenze esterne allucinanti, di chi cerca in un’idea romantica la soluzione ai suoi problemi e di chi infine ha talmente paura di essere, di vivere, che tenta in tutti i modi di isolarsi dal mondo.

Sì, dovrei proprio scrivere un libro su questi personaggi.
Peccato che siano persone reali. E d’altronde sono esseri umani.

Una delle domande più scontate e più sconvolgenti che ci possiamo porre non è altro che:

“Io, cos’è che voglio?”

Tra le nuvole

Stasera molti rientrando a casa saranno salutati da cani saltellanti e figli che strillano.
Il loro coniuge gli chiederà come è andata la giornata e stasera si addormenteranno.
Le stelle usciranno discrete dai loro nascondigli diurni, e una di quelle luci, appena più luminosa delle altre, sarà l’ala del mio aereo che passa.

da Up in the air

E non c’è bisogno di aggiungere altro.

ODE AL CANE

Il cane mi domanda
e non rispondo.
Salta, corre pei campi e mi domanda
senza parlare
e i suoi occhi
sono due richieste umide, due fiamme
liquide che interrogano
e io non rispondo,
non rispondo perche’
non so, non posso dir nulla.

In campo aperto andiamo
uomo e cane.

Brillano le foglie come
se qualcuno
le avesse baciate
a una a una,
sorgono dal suolo
tutte le arance
a collocare
piccoli planetari
su alberi rotondi
come la notte, e verdi,
e noi, uomo e cane, andiamo
a fiutare il mondo, a scuotere il trifoglio,
nella campagna cilena,
fra le limpide dita di settembre.

Il cane si ferma,
insegue le api,
salta l’acqua trepida,
ascolta lontanissimi
latrati,
orina sopra un sasso,
e mi porta la punta del suo muso,
a me, come un regalo.
E’ la sua freschezza affettuosa,
la comunicazione del suo affetto,
e proprio li’ mi chiese
con i suoi due occhi,
perche’ e’ giorno, perche’ verra’ la notte,
perche’ la primavera
non porto’ nella sua canestra
nulla
per i cani randagi,
tranne inutili fiori,
fiori, fiori e fiori.
E cosi’ m’interroga
il cane
e io non rispondo.

Andiamo
uomo e cane uniti
dal mattino verde,
dall’incitante solitudine vuota nella quale solo noi
esistiamo,
questa unita’ fra cane con rugiada
e il poeta del bosco,
perche’ non esiste l’uccello nascosto,
ne’ il fiore segreto,
ma solo trilli e profumi
per i due compagni:
un mondo inumidito
dalle distillazioni della notte,
una galleria verde e poi
un gran prato,
una raffica di vento aranciato,
il sussurro delle radici,
la vita che procede,
e l’antica amicizia,
la felicita’
d’essere cane e d’essere uomo
trasformata
in un solo animale
che cammina muovendo
sei zampe
e una coda
con rugiada.

Pablo Neruda

Anem!

Herman Hesse diceva:

Imparare, fare, guardare, viaggiare.

Che frase forte, no? Mi rappresenta, ma manca una cosa, la piú importante.

Imparare, fare, guardare, viaggiare, amare.

Ecco, cos¡ rappresenta davvero cos’è la vita!

Domande

A breve la domanda “che cacchio ho fatto” si trasformerà in  “per quale assurdo motivo mi trovo qui“.

Sono un essere umano anch’io e non ho chiuso occhio fino alle 6.30.
Paura, terrore ed ansia crescono in me.
Ansia per come sono cambiata e su come tutto si stia trasformando rapidamente.

Et tandis que la bande en haut du tableau est formée de la rumeur tournante et bondissante des conques des mers et des nuits humaines,
La douceur fleurie des étoiles et du ciel et du reste descend en face du talus, – contre un panier, – contre notre face, et fait l’abîme fleurant et bleu là-dessous.
(Mystique, Arthur Rimbaud)

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