L’altro Che – Conferenza di Casapound alla Mediateca di Matera

Doverosa premessa. Mi è veramente difficile scrivere questo articolo. Per motivi di confusione mentale, ma anche perché ho dei grossi problemi ad accettare le idee di casapound, cercherò di essere il più precisa e chiara possibile, non esprimerò opinioni, tranne che una piccola precisazione alla fine. Per il resto i commenti, se ci saranno, faranno quello che io non mi sento in grado di fare, primo perché conosco poco Che Guevara, secondo perché non voglio avere nulla a che fare con movimenti estremi, da entrambe le parti, soprattutto di stampo militare o pseudo tale, terzo perché i discorsi di neri vs rossi mi sono totalmente estranei. Anticolonialismo, antiamericanismo, noglobal, nazionalismo, comunismo, anticapitalismo sono concetti che per me attualmente sono fuori dalla realtà. L’unico “anti” che sono è antitotalitarista.

Ieri 1 Aprile, nella mediateca di Matera, c’è stata la conferenza “Aprendimos a quererte”, basata sul libro “‘L’altro Che” di Mario La Ferla.

La conferenza – spiega proprio Onorati, responsabile cultura di Casapound Basilicata – prende spunto dal libro di Mario La Ferla dedicato alla figura del Che come ‘mito e simbolo della destra militante’ per ripercorrere le gesta del comandante argentino e superare insieme a due intellettuali di diversa estrazione politica come Tassinari e Adinolfi quei pregiudizi che troppo spesso portano alcuni a ritenersi gli unici custodi dell’immagine di Guevara e altri a denigrarne totalmente le imprese”.

La conferenza si è prestata a molte polemiche nei giorni scorsi, fino ad essere definita un pesce d’Aprile su facebook. Ma alla fine devo dire che è stato un interessante dibattito.
Il tema d’altronde era ostico. Può il Che essere anche un simbolo di destra? Lo si può sdoganare dall’archetipo portato in trionfo durante tutte le manifestazione rosse o pseudo rosse?
Innanzitutto si precisa che il Che era comunista e che l’estrema destra non lo vuole sottrarre alla sua area ideologica di appartenenza, ma che per le sue lotte e per i valori che ha espresso, non può essere solo ed esclusivamente un simbolo di sinistra.
Oltre alla giusta indignazione di un uomo che ha lottato contro il capitalismo e che ora è oggetto di uno spietato merchandising, dopo le dovute presentazioni, il dibattito centrale avviene tra il giornalista Gabriele Adinolfi (che si proclama fascista senza sé e senza ma, potete visitare il suo sito), fondatore di Terza posizione e Ugo Maria Tassinari, studioso del fascismo (un suo famoso libro si intitola “Fascisterie”) che invece si definisce di schieramento politico opposto a quello di Adinolfi, nonostante negli anni si sia “moderato”. Qui trovate un opinione interessante a riguardo.

Adinolfi precisa che ammira Che Guevara per il suo impegno, la sua dedizione, i suoi valori di onestà; insomma, il suo aver compiuto degli “atti”, dice lui. Per chi non ha assistito, un riassunto del pensiero lo si può trovare in questo saggio, Lotta e Vittoria, Comandante!
Entrambi concordano sull’assoluta fondatezza delle sue lotte e in parte anche dei motivi che l’hanno spinto a compierle.

Sin dall’inizio ci sono interventi da parte di alcuni ragazzi che accusano casapound di tentare di ricostruire il partito fascista e che ciò è vietato dalla Costituzione. A ciò risponde direttamente Tassinari che spiega che quello non è un articolo, ma una disposizione della costituzione scritta soprattutto perché si proveniva da un periodo buio, quello della dittatura fascista, e che nella costituzione italiana è presente invece un articolo sulla liberà di pensiero. Il dialogo si anima e le domande sono molte, ma tralasciando alcuni momenti di tensione verbale, tutto sembra procedere “democraticamente”. Gli stessi, ammettono che spesso una tale conferenza non si è potuta svolgere per scontri o per pericoli di sommosse.

C’è anche lo spazio per una domanda interessante. Si chiede se casapound abbia mai avuto rapporti con il PdL. All’inizio Adinolfi nega che tali rapporti ci siano stati, ma alla domanda specifica di una ragazza che dichiara di aver ricevuto una mail dello stesso movimento in cui veniva detto il contrario, il giornalista precisa che con il PdL ci si è ritrovati su di un punto, quello del mutuo sociale, fondamentale per l’ideologia di casapound.

Poi è la volta di un ospite particolare, l’ex sindaco di Matera, l’avv. Buccico, presente in sala come spettatore. Buccico tiene a precisare che come esistono tanti fascismi -porta l’esempio del padre, che nato fascista, non sceglie di aderire alla Repubblica sociale- esistono anche tante destre e che lui fa parte della destra conservatrice. Ammette che non ci sono stati rapporti tra il PdL e casapound, a quanto ne sa lui, e che è molto colpito dal dialogo presente. D’altronde anche lui è amico di molti esponenti del centrosinistra di Matera, con cui riesce a passeggiare tranquillamente per la città. Perché Matera è una città tranquilla e pacifica (capito amici del movimento 5 stelle?).
Infatti non manca una piccola frecciatina a chi “vorrebbe costruire un luna park a Matera“.

Veniamo alla mia nota personale. Durante tutta la conferenza si è tenuto un clima molto interessante e calmo, sempre aperto al dialogo, nonostante interventi secondo il mio parere solo ed esclusivamente provocatori, che non fanno altro che sottolineare anche un po’ di qualunquismo.
Però, per quanto riguarda questi signori che hanno organizzato la conferenza, non riesco a capire come da una parte, richiedano la libertà di parola, della loro parola e del dialogo (e sono anche molto felici che ciò avvenga) e dall’altra rimpiangano il fascismo e il nazismo, quindi, per semplice deduzione, anche la dittatura, la chiusura dei partiti, l’assassino di Matteotti, l’esilio per chi non la pensava come il Duce, i codici, l’alleanza con Hitler, i campi di concentramento, le razze.

Quindi più che estraneazione con il simbolo del Che, io vedo una contraddizione enorme proprio in questo.

  • Artois

    Si chiama propaganda, cara Mirella. Vestirsi d'agnelli per poi tirar fuori l'orbace.

    Argomenti e modi provocatori, con dialettica cauta: così non sono loro a provocare, ma sono le vittime.

    Trucco vecchio e stantio.

  • http://www.mirtilla.org/ mirtilla

    Artois, a tempo di record.
    Ovviamente è ciò che ho pensato anch'io. :)

  • patriot82

    MACROSCOPICA CONTRADDIZIONE DA PARTE DI CHI HA PERSO TOTALMENTE LA CAPACITA' DI DESTREGGIARSI OBIETTIVAMENTE CON LA LOGICA E LA STORIA!

  • http://www.mutuosociale.org/ Mutuosociale

    Mi spiace cari miei deludervi, ma in CPI nessuno ha nostalgia del nazismo nè tantomeno si ha intenzione di instaurare un regime dittatoriale in Italia.
    Si ammira la parte sociale del fascismo, se così si può dire, e quindi se essere fascisti significa volere una casa di prorpietà per tutti e voler tutelare i diritti di quei lavoratori che si spaccano la schiena, ebbene si, sono fascista.
    Essere fascisti non significa affatto andare a picchiare chi non la pensa come me o chi ha il colore della pelle diverso dal mio (ho diversi amici senegalesi), o ancora chi ha un orientamento sessuale diverso dal mio. Voi stessi potete insegnarmi che Mussolini era socialista, ed è ciò che mi fa apprezzare le sue idee.
    Personalmente ritengo che le leggi razziali siano una grossa porcata e che “l'alleato tedesco” sia stato uno dei più grossi cancri della storia.
    Mi spiace però che nel 2010, ci sia ancora gente che ci veda come picchiatori e razzisti: perchè non pensate le stesse cose dei regimi comunisti che hanno ucciso milioni di persone tra cui oppositori politici e etnie diverse? La storia è piena di questi esempi! Cerchiamo di non essere ipocriti, nè voi nè noi.
    Gli errori, purtroppo, sono stati commessi da entrambe le parti: perchè non imparare dagli sbagli per cercare di costruire un mondo migliore per tutti? In parecchie zone d'Italia, come spiegato nella conferenza, CPI ha sostenuto candidati comunisti, del PD, e di altri partiti (come Acito a Matera), segno ciò che si è disposti a dialogare con tutti.
    Se purtroppo, qualche testa di c4zzo estranea al movimento, una mattina si alza e picchia un immigrato o un gay, che colpa ne abbiamo noi? Avete per caso colpa voi quando qualche esaltato piazza qualche bomba nelle sedi di CPI? Credo proprio di no!
    E poi, per favore, smettetela di logorarvi l'anima con pensieri strani: nessuno cerca di mostrarsi agnellino per rivelarsi poi lupo! Speriamo solo che un domani, questa Nazione possa diventare più vivibile e più attenta ai bisogni dei suoi figli, siano essi comunisti, fascisti, democristiani o qualunquisti.
    Cerchiamo il dialogo, nulla di più. Non facciamo affatto propaganda, soprattutto non vogliamo cercare di convincere chi non la pensa come noi: il mondo è bello perchè è vario. Se la pensassimo tutti alla stessa maniera, non ci sarebbe alcun confronto e continueremmo a vivere di retaggi del passato.
    Gli anni di piombo e i caduti di entrambe le parti, dovrebbero averci insegnato qualcosa.
    Non rendiamo vana la loro morte e non riportiamo il clima dei giorni nostri a quegli anni. Il confronto dell'altra sera è stato aperto (anche se un po' di diffidenza si percepiva), segno ciò che entrambi non siamo dei facinorosi che si odiano senza motivo.
    Preciso di non avere alcun ruolo “istituzionale” (se così si può dire) in CPI, sono un semplice aderente, ma credo che queste mie idee siano sicuramente condivise da tutto il movimento cui appartengo. Spero solo si possa instaurare tra noi un dialogo costruttivo, anche con le dovute diffidenze iniziali da parte di entrambi; l'importante è cominciare a far muovere qualcosa poichè qualcuno, nei grandi “palazzi”, ogni giorno cerca di fare sempre più i suoi comodi appropriandosi del nostro futuro e di ciò che ci spetta.
    Saluti

  • http://www.mirtilla.org/ mirtilla

    Caro “Mutuo sociale”,
    forse non è chiaro: non faccio parte di nessun centro sociale, non sono estremista di alcun tipo, non ho colpa se qualche esaltato piazza bombe nelle vostre sedi così come non ho colpa degli attentati in medioriente o di quelli della mafia in Italia.
    Tu dici “se essere fascisti significa volere una casa di proprietà per tutti e voler tutelare i diritti di quei lavoratori che si spaccano la schiena, ebbene si, sono fascista”, ma io potrei solo dire che non sei fascista, sei demagogico. Se incontri chiunque per strada e gli chiedi se è d'accordo con le tue affermazioni, chiunque ti risponderà affermativamente, ma ciò non vuol dire essere fascisti.

    E' inutile girarci intorno. Ho letto il vostro programma. Siete un movimento estremo (fascista, ma pure un po' comunista!) e con idee del tutto opinabile anzi anche concettualmente carenti mi permetto di aggiungere.
    Il mio non è un dossier su atti criminali passati, qualcuno lo ha già scritto e non ho nemmeno citato per sbaglio pestaggi o aggressioni. Il mio è un appunto ideologico.
    Possiamo stare a discutere ore e ore, ma quello che siete rimane forte e chiaro. Il fascismo sociale poteva essere anche una base di discussione, ma ora, nel 2010, per me è tutta roba superata e INATTUABILE. Per cui cos'è che rimane? Nazionalismo? Rivoluzione? Azione? Mah. E meno male che dite che certe ideologie sono superate.
    Forse l'unica cosa con cui in parte mi trovo d'accordo è il discorso sull'energia. Il dialogo c'è, ma ci sono punti in cui purtroppo la si pensa diversamente.
    E che dobbiamo fà?

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