Archivio di febbraio 2010
Dopo 16 anni, Alan Wilder si esibisce con i Depeche Mode
Per molti questo video non vorrà dir nulla, ma per me è di fondamentale importanza.
Qualche lacrimuccia mi è scesa? Sì. Me lo aspettavo in questa vita? No.
La sorpresa è allucinante soprattutto perché sono da sempre una sostenitrice di Wilder.
Ormai pensavo che i miei pochi anni mi avessero condannato a non poter mai vedere i Depeche Mode (quelli veri) di nuovo tutti insieme.
Bè, mi sbagliavo.
Questa è la prova vivente che niente è impossibile.
Niente più Rai Dire Sanremo
E’ con la morte nel cuore che annuncio, a chi non lo sapesse già, che la Gialappa’s band non commenterà Sanremo. L’appuntamento che seguo da 9 anni a questa parte, con gioia, divertimento e risate, quest’anno non ci sarà. Il perché? Chiedetelo al direttore Mucciante, che ad una settimana dell’inizio del festival, ha deciso di cancellare tutto.
Non vi trivello con il dramma che questa notizia ha per me, ma vi assicuro che passare 5 giorni a seguire Sanremo con la Gialappa’s era la cosa più emozionante di questo periodo.
La notizia ufficiale è di martedì scorso, ma in giro per la rete si può già trovare una bella iniziativa di protesta e una presa di posizione dei fan più accaniti.
Ed ecco qui, cosa ne è uscito dal forum, un bel video, che riassume il tutto, grazie ad una scena de “La caduta”:
La mia disperazione non ha limiti. Dopo ben 9 anni non seguirò più Sanremo.
E’ la fine di un’epoca.
Ed ecco un ulteriore video….
Presentata la nuova low cost di Alitalia: AirOne
Riprendo a parlare, dopo tempo immemore, di un argomento che dovrebbe essere uno dei principali del blog, i viaggi. Nello specifico di voli.

Questa volta parlerò di una novità targata Alitalia. Il vettore italiano (si fa per dire) ha lanciato lo scorso 11 febbraio AirOne nel low-cost. Eliminati alcuni collegamenti intercontinentali, AirOne diventa il collegamento sud-nord tanto atteso per clienti “price sensitive”. La flotta degli aereomobili è composta da 5 A320 che diveteranno 10 nel 2012 (anche se ho i miei dubbi).
La base è Malpensa e i collegamenti sono essenzialmente quelli nord-sud, quelli in cui Alitalia ha perso passeggeri a vantaggio di RyanAir e Easyjet.
Icollegamenti sono14:
- nazionali: Brindisi, Bari, Napoli, Lamezia Terme, Catania, Palermo, Trapani, Olbia e Alghero
- internazionali: Il Cairo, Tirana, Tunisi, Palma, Ibiza
La novità interessante è che AirOne si comporta da low fare, ma non fa pagare il bagaglio da stiva e il check-in ma in più offre posto assegnato e, soprattutto, possibilità di accumulo miglia. Si parte da 25€, provare per credere.
Riassumendo, sarà vera e propria guerra aperta con EasyJet e Lufthansa. In un comunicato stampa, il General Manager Easyjet, François Bacchetta, ha dichiarato: “EasyJet desidera caldamente dare il proprio benvenuto ad Alitalia/AirOne e al suo nuovo progetto. Siamo davvero lusingati che questa grande compagnia venga a imparare l’arte del low-cost proprio a Malpensa che è la nostra casa. A questo punto però, ci chiediamo: per par condicio, adesso che Alitalia incrementerà la sua presenza a Malpensa, potremo fare anche noi lo stesso a Linate?”.
Il punto è proprio questo. Alitalia ha attualmente un monopolio su Linate e possiede molti slot non sfruttati dalla compagnia. Da tempo Easyjet chiede di poter accedere a tali slot per puntare soprattutto (secondo il mio parere) al traffico nazionale.
Ora la domanda nasce spontanea: invece di creare un virtual hub a Malpensa, non sarebbe stato meglio incentivare i voli nazionali su Linate per fare un vera e propria concorrenza anche a RyanAir? I clienti price sensitive hanno sì il prezzo come riferimento, ma allo stesso tempo, se devono andare a Bergamo a prendere un aereo per scendere al sud preferirebbero pagare anche 5-10€ in più per prendere lo stesso da Linate.
Gli scenari futuri sono interessanti, perché a breve Alitalia dovrà liberare gli slot liberi a Linate che verranno certamente presi da Easyjet. A quel punto secondo me Easyjet proporrà collegamenti nazionali da Linate. E dunque cosa ne resterà della low cost AirOne basata a Malpensa?
Pirate Bay bloccato in Italia

La notizia sta facendo il giro della rete. Da ieri Pirate Bay non è più visualizzabile sul territorio italiano. Come ci informa Punto Informatico, “il Tribunale di Bergamo ha confermato quanto deliberato nel mese di dicembre dalla Corte di Cassazione”.
Quindi stamattina, al mio risveglio, ho notato questa piccola sorpresina, anche se già da ieri qualcuno mi aveva fatto notare che c’era qualcosa che bolliva in pentola.
E’ una bella novità: filtri sugli operatori di connettività (almeno espliciti).
La lettera di Beppino Englaro
Lettera presa da “La Repubblica” di oggi.
CARO direttore, un anno è passato dalla “fine di un incubo”. Era un incubo nostro, degli Englaro, perché avevamo un componente della famiglia in balìa di mani altrui, contro la sua volontà. Ma credo che questo incubo familiare sia entrato in molte case. Incontro sempre più persone che vogliono stringermi la mano, salutarmi e dirmi grazie. Penso che questa gente abbia capito il senso dei diritti individuali di libertà delle persone. Sono convinto che molti si siano resi conto del prezzo che abbiamo pagato.
C’è una questione che viene sempre capovolta. Mi sento dire: “Mai più Eluane”. E cioè, mai più contro la sacralità della vita e la sua indisponibilità. Ma, secondo me, è l’esatto contrario. E cioè, nessuno deve avere il potere di disporre di un’altra vita com’è avvenuto per Eluana. Il miglior modo di tutelare la vita in tutte le situazioni è affidarne le decisioni a chi la vive. Sia a chi è in condizioni di intendere e volere, sia a chi non è più capace, ma ha spiegato che cosa avrebbe voluto per sé. Che cosa mi diceva Eluana? “La morte l’accetto, fa parte della vita, ma che altri mi possano ridurre a una condizione di non-morte e di non-vita, no, questo non l’accetto”. C’è chi la pensa in maniera diversa, e lo so bene. Ma so bene anche che mentre Eluana moriva, il Parlamento aveva organizzato una corsa per approvare una norma che annullasse quello che aveva stabilito la corte di Cassazione.
C’era un giudicato e c’erano dei politici che volevano sovvertirlo. C’era una nostra lunga e dolorosa battaglia, e c’era chi voleva farne carta straccia. Sembrava che quella legge fosse indispensabile per gli italiani. Che fosse fondamentale per la salvaguardia ideologica di alcuni partiti. Adesso io vorrei dire: è passato un anno, e la legge non c’è. Come mai? A che punto è? Tutta quella forza d’urto lanciata mentre una ragazza moriva dov’è finita?
Vedo che non hanno capito niente: i politici ne fanno una questione di conflitto di poteri, di chi decide che cosa. Dimenticano che la corte costituzionale s’è già espressa, avallando l’operato della magistratura di fronte a un cittadino che s’era rivolto a loro per il riconoscimento di un suo diritto. E se questi politici leggono bene la sentenza del 16 ottobre 2007, capiscono che è perfettamente allineata ai principi della nostra Costituzione.
Se i politici vogliono riappropriarsi, come del resto a loro spetta, del diritto “dell’ultima parola” su temi eticamente controversi, devono tenere conto di quello che è accaduto sinora. E come diceva Pulitzer, “un’opinione pubblica bene informata è la nostra corte suprema”. I sondaggi ci sono, dicono che il mio è il sentire comune. E invece questa legge, così come viene formulata, non tiene e non terrà. E poi come non considerare che anche la terza carica dello Stato si è espressa sul tema, mettendo in guardia il legislatore da autoritarismi da stato etico?
I cittadini, come era esasperatamente cittadina Eluana, vogliono essere messi in condizione di assumersi le loro responsabilità. E non essere trattati come se non fossero responsabili delle loro scelte di coscienza. Un anno dopo la morte di Eluana, io voglio semplicemente separare la tragedia privata di aver perso una figlia dalla violenza terapeutica. Non credo che la medicina giusta sia quella che offre una “vita senza limiti”. Eluana un anno dopo è come un anno fa, o diciotto anni fa: un simbolo pulito della libertà individuale. Ed è nel mio cuore costantemente.





