Archivio di gennaio 2010
Vertigini
Ho letto ultimamente che chi soffre di vertigini, o meglio chi ha paura del vuoto, non prova un vero e proprio terrore. E’ curiosità, voglia di provare.
E’ il vuoto che ci chiama e ci spinge a lui. E noi ne siamo attratti.
Non ho un buon rapporto con i posti alti. Tipo, per me è molto difficile andare in un balcone in construzione senza ringhiera. Anzi, direi che è quasi impossibile. Se la ringhiera invece c’è, il mio senso di paura-curiosità non passa. A volte contemplo il vuoto per minuti, spesso l’ho fatto anche per ore.
C’è un posto particolare dove mi capita spesso, ma ci vado per fortuna, solo una volta all’anno. L’ultima volta ho avuto davvero paura. Paura che mi succedesse qualcosa, che perdessi l’equilibrio.
Nonostante ciò, avrei forse vissuto attimi di pace.
Perciò si, forse è proprio vero: non è solo paura, ma anche fascino.
Coincidenze

All’uscita dall’albergo, Valencia mi sembrò una donna bella ma non giovane che rivedi al mattino dopo averci fatto l’amore tutta la notte. La sera prima era ben vestita, truccata, profumata. Adesso invece si è appena alzata, ha gli occhi assonnati, i suoi capelli ti sembrano troppo lunghi. Lei si aggira con addosso una vecchia maglietta. Tu vorresti essere altrove. E probabilmente anche lei vorrebbe che tu fossi altrove.
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G. Carofiglio, Il passato è una terra straniera, p. 176
Lezione
Ho imparato che nella vita è meglio essere maligni: è forse l’unico modo per scoprire le cose.
Ho imparato che nella vita è meglio incazzarsi di più e trattare male la gente, perché solo così riesce a portarti rispetto.
Ho finalmente capito che ho incontrato nella mia vita gente che non era degna nemmeno di un mio saluto e di un mio incoraggiamento perché poi si sono sempre troppo approfittate della mia bontà.
Ed io dovrei cambiare tutte queste cose per voi? Ma per piacere.
E ho incontrato una persona che ha il coraggio di rinfacciare atteggiamenti altrui solo perché non ha la palle di ammettere i propri errori. Che soprattutto ha saputo vivere bene quando le rose erano tenere, ma che ha tagliato subito la corda quando c’era da cacciare la forza e l’amore.
Del resto ho sempre pensato una cosa: chi siamo davvero è ciò che siamo nei momenti di difficoltà, non quando tutto gira bene.
Insomma, meglio pochi ma buoni. Meglio cancellare certa gentaglia che adeguarmi ai loro mondi e alle loro pretese. Meglio allontanarli, prima che mi contaminino con la loro maleducazione e cattiveria.
Meglio vivere nella sofferenza, ma con qualcosa nel cervello (e credemi, le persone con il sale in zucca sono sempre di meno al giorno d’oggi). Meglio essere tristi che essere infelici cronici. Meglio essere sicuri di sé che vivere a caso.
Molto meglio stare da soli che con chi non sa apprezzarti.
Grazie.





