Archive del 2010
The Walking Dead
The Walking Dead è la nuova serie horror creata dal canale AMC e trasmessa in Italia da Fox. E’ una serie post-apocalittica e se avete già visto il film 28 giorno dopo (che io adoro alla follia), troverete almeno nella prima puntata, dei grossi punti in comune.
A Roma e a Milano, prima dell’uscita in USA, potevano essere visti cartelloni pubblicitari in giro per le strade per pubblicizzare la serie, che a detta di molti, doveva diventare l’evento televisivo americano dell’anno.
Io che vado matta per tutti i film apocalittici, catastrofici e del genere survivor, ho iniziato a vederla subito e che dire… sono entusiasta di questa nuova serie! Dopo essere rimasta orfana di Lost, credo che The Walking Dead è a livello di musiche, fotografia, regia e attori curata forse quanto la serie di J.J. Abrams.
Le ultime due puntate (la 1×04 e la 1×05) mi hanno divertito tantissimo e letteralmente incollata allo schermo.
Insomma… ve la consiglio!
The Walking Dead racconta la storia di un mondo post apocalittico dove gli zombie hanno invaso il pianeta, e si concentra in particolare sulle vicende di un gruppo variegato di sopravvissuti che cerca disperatamente un luogo sicuro dove stabilirsi. I superstiti sono guidati dall’agente di polizia Rick Grimes, risvegliatosi dal coma proprio qualche settimana dopo gli eventi che hanno causato la catastrofe mondiale. Muovendosi di città in città, il gruppo di sopravvissuti scoprirà presto che i morti viventi non sono l’unica minaccia per la loro vita e che i mostri, spesso, sono proprio gli esseri viventi.
Dove sono cosa sono e perchè (La Crisi – Bluvertigo)
Mi chiamo Mirella e quest’anno ho preso 34 voli (a brevissimo diventeranno 36).
Mi chiamo Mirella e nell’ultimo anno non solare ho cambiato 4 città.
Mi chiamo Mirella e ho conosciuto me stessa.
Mi chiamo Mirella e sto ancora cercando di capire chi sono.
Mi chiamo Mirella, ma in realtà sono tutto e sono nessuno, sono il vuoto e sono l’umanità, il cosmo e la meditazione.
Pensavo di essere immune a questa realtà, di aver trovato un rifugio sicuro dentro di me. Però sorgono interrogativi, mi chiedo se forse investire negli altri non sarebbe così malvagio, che non si può vivere evitando il dolore, perché questo non è vivere, non è star bene.
E allora tutto va a farsi fottere, perché in realtà non ho imparato proprio niente, ma forse mi sono solo complicata la vita.
Poi però arriva uno spiraglio, una speranza. Le cose sono cambiate, io sono cambiata, dentro di me c’è una luce nuova.
Sto aspettando una risposta importante e per la prima volta ho voluto sospendere il giudizio. Non so se sperare in una risposta affermativa, so che quello che succederà è quello che deve essere.
Stringo i denti, trattengo il respiro e vado avanti. Sguardo fisso, testa non troppo alta: mi siedo e aspetto.
Manca poco ormai e sarò davvero libera!
A Novembre (blablabla)
- A quelli che applaudono quando l’aereo atterra, gli taglierei le mani.;
- L’estate di San Martino;
- Ho fatto l’esame di seconda elementare nel 1975. Il socialismo era come l’universo. In espansione [... ] E infine il mio quartiere, dove il Partito Comunista prendeva il 74% e la Democrazia Cristiana il 6% (cit.);
- Ho notato che nel momento in cui si parla del “caso Scazzi” e della “crisi del governo Berlusconi”, le mie parolacce e bestemmie raggiungono numeri tendenti all’infinito;
- I milanesi e Milano mi hanno veramente rotto il cazzo;
- Non sopporto più alcune domande e non ho nemmeno più la forza di rispondere;
- Ho già detto che mi sono rotta il cazzo?
- L’Universo continua a prendermi per il culo ed ha un senso dell’umorismo che mi lascia sbigottita ogni giorno di più;
- Ogni santa volta che mi ripeto qualcosa che in realtà non è quello che penso, ma che è un residuo di paure e diffidenza, succede l’esatto opposto. Faccio finta di non provare niente, di avere la solita repulsione, però poi provo l’esatto contrario.
Non ci si capisce niente? Figuratevi io; - Il mare d’inverno, le stelle d’estate e l’umidità tutto l’anno;
- Si ripetono sempre le stesse fasi ed anche le stesse frasi, in posti diversi, nazioni diverse, uomini diversi, che poi in realtà sono solo il riflesso di qualcun altro? No, anche quello ormai è un riflesso vecchio e inutile;
- Io che stampo la tesi con carta riciclata;
- Morgan. Se si è ripreso lui, ce la posso fare pure io.
La felicità
La più grande felicità è quella che riesci a trovare senza che ci sia una ragione precisa. Una felicità che non dipende da nessuno, che è viva dentro te per il solo fatto di vivere, gioire delle piccole emozioni di tutti i giorni, dei piccoli incontri e chiacchierate.
Spesso mi torna in mente un episodio. Lo voglio raccontare anche se fa parte della mia vita “privata”.
Questa estate tornando dalla Spagna, in aereo, mi siedo nella prima fila, accanto a due signori, credo marito e moglie o qualcosa del genere, sui 35-40 anni. Lui mi sembra subito molto gentile, lei annoiata e forse anche un po’ nervosa o stanca. Lui cerca di aiutarla a mettere apposto la valigia e la borsa e lo fa con tranquillità, con naturalezza. Mi guarda appena, ma dà una mano anche a me per aggiustare il bagaglio.
L’aereo va in modalità crociera ed io corro subito al bagno. In quel viaggio non vedevo l’ora di tornare a casa, ma sapevo che mi aspettava uno scalo molto lungo a Orio al Serio. Insomma, ho i miei pensieri. Tornando al posto sbatto rovinosamente la testa sulla cappelliera in modo immagino buffissimo. Succede in qualche istante, ma in quel momento ricordo un episodio che era accaduto solo qualche giorno prima. Ero in piscina e sbattetti la testa contro qualcosa, non ricordo, forse la copertura della piscina. Anche in quell’occasione devo averlo fatto in modo buffo, perché la persona che era con me non la smetteva di ridere! E lo faceva non nel modo in cui ridono i bambini quando prendono in giro qualcuno, ma con sano e spassionato divertimento. Come se quella risata ci sia la felicità pura, quella scanzonata, altruista, gentile.
Ok, ma torniamo sull’aereo. Io sbatto la testa, mi siedo e il signore mi guarda e ride allo stesso modo! Mi guarda in modo così tenero e così complice che non posso che fare altrettanto.
E così due perfetti sconosciuti hanno condiviso un attimo di felicità.
Bene, questa cosa mi colpì immediatamente il cuore, mi riempì di gioia. Mi diede l’impressione che tutto fosse possibile. Fu una cosa molto bella che ricordo con piacere.
Insomma, tutto questo per dire che TUTTO ma proprio TUTTO dipende da noi e da come vediamo il mondo.
Niente di realmente buono ci capiterà se non siamo predisposti, se non meritiamo di averlo.
Non so, mi sentivo di condividere questa cosa ora e qui.
Buonanotte!









