La SQUOLA
Non ho ancora parlato del dl 133, da oggi legge. Anzi, ne ho parlato, ma agli albori, nel luglio scorso, immaginando già la discreta protesta che ne sarebbe scaturita.
La ora legge Gelmini, che non è una riforma della scuola ma un ridimensionamento dei soldi destinati all’istruzione, come ben sappiamo tutti, ha scatenato polemiche a non finire.
Io stessa ancora non riesco a capire questa storia del tempo pieno.
In ogni caso, sono d’accordo con l’esigenza del governo di tagliare soldi in alcuni ambiti che vedono impegnato lo stato. Si sarebbe potuto cominciare dagli stipendi dei deputati, dai privilegi inutili che essi hanno, dalle province, dalle comunità montane, dagli sprechi della pubblica amministrazione e da migliaia di altre cose.
Invece no, è stata presa di mira proprio la scuola, guarda caso. Per dirla alla Rampinelli, l’unica istituzione alla quale non vanno tolti soldi in periodo di crisi.
E’ proprio il paradosso rispetto ad altri provvedimenti che mi sbalordisce.
Per Berlusconi, evidentemente, è più giusto dare 300 MILIONI DI EURO all’Alitalia, un’azienda che si è distrutta con le sue mani, che aiutare la ricerca ed incentivare l’istruzione.
L’insegnamento? Ragazzi comprate un’azienda, magari al Sud così vi danno più incentivi, fatela fallire nel giro di qualche anno e poi chiedete soldi allo stato, andate avanti qualche altro mese, dichiarate bancarotta e scappate in Brasile a godervi le fatiche del vostro lavoro.
Altro che scuola!!!









