E dall’università si torna in prima elementare

Quando andavo al liceo, l’ultimo anno decisi di non comprare più il diario e usavo un quaderno per appuntarmi le cose più importanti. Era una decisione che avrei dovuto prendere molto prima.
Cominciai presto a non portare più nessun astuccio, ma a portare le penne in una sacca dello zainetto. E gli ultimi due anni non comprai nemmeno più il libro di matematica, perché tanto non mi serviva.
Insomma, più passavano gli anni e più sono diventavo meno “prima elementare” e più sbrigativa. All’università cominciai ad andare solo con un quaderno, a volte con nemmeno quello.
Poi mi laureo, vengo qui a Milano a fare la specialistica. E qui viene il bello.
Ora non so se attribuire questa zelo di precisione ai milanesi o sei il mio è stato solo un caso, anzi sono stati più casi.
Primo giorno. Mi siedo vicino ad un ragazzo con l’astuccio. Mai visto! Mi dico, è una rarità e lo osservo. Questo qui nel borsellino aveva lo scotch (a che cazzo ti serve, non lo so), il correttore che non ha mancato di usare quando sbagliava una virgola dei suoi appunti, diverse penne colorate, tra cui una verde che ha usato per COLORARE un mappa, una quantità spropositata di evidenziatori e una figurina di un calciatore, Pandev. Se poi durante l’intervallo giocava a figurine con il suo amico, non ci è dato saperlo.
Secondo giorno. Si siede vicino a me un ragazzo e anche questo tira fuori immediatamente dallo zaino il suo bell’astuccio con miriadi di colori. Mi guardo intorno e vedo diversi ragazzi che hanno questi astucci con le penne.
Mi sembra di essere tornata all’asilo!
In più c’è un ragazzo che porta il suo Mac a lezione e non solo prende appunti con il computer (e fin qui ci siamo…) ma contemporaneamente registra anche la lezione del professore, che tra l’altro spiega delle slides che sono su Internet!
Stranamente, le ragazze, che solitamente sono quelle più precisine, sono invece molto più sbrigative e la maggior parte, come me, ha solo un quaderno e una penna.
Insomma, ieri ci siamo ritrovati ad analizzare lo scontro tra Obama e McCain, analizzare il contenuto delle loro affermazioni, parlare di Weber e dei suoi contemporani avendo nel borsellino le figurine dei calciatori.
Io, per accodarmi a questa tendenza, ho attaccato sulla copertina del mio quaderno le figurine di Kung Fu Panda che ho trovato nel Kinder Cioccolato.
Giusto per non sentirmi esclusa dal gruppo.







Io ho sempre pensato che quelli che prendono appunti da precisini lo facciano per mascherare la loro imbecillità… occupano il tempo perché non saprebbero cosa fare altrimenti.