Montenegro, esempio di indipendenza e sviluppo balcanico
Giusto per riprendere il discorso che facevo qui.
Nel giugno 2006 il Montenegro diventa stato indipendente e si distacca dalla Serbia a seguito di un referendum popolare indetto in maggio. Questo piccolo stato che per tanti anni è stato sotto la dipendenza della Serbia, sembra essersi completamente distaccato dalla mentalità comunista della ex-Jugoslavia: ha sostituito la vecchia moneta (il marco tedesco) con l’euro, richiesto l’ingresso nell’UE ed è diventato membro dell’ONU e del Fondo Monetario Internazionale.
Gli stati dell’ex-Jugoslavia erano stati uniti da una sorta di panslavismo di stampo serbo, che nasceva non con l’intento di unire i popoli slavi, ma di esercitare e imporre l’egemonia serba. La prima volta la Jugoslavia fu “liberata” dai partigiani di Tito che realizzarono una dittatura comunista, ma allo stesso tempo garantirono autonomia e una repubblica nazionale ad ogni popolazione jugoslava. Morto Tito, iniziò per la Jugoslavia l’incubo di Milosevic, che trasformò il nazionalismo serbo in una vera e propria dittatura. Nel 2000 Milosevic perse il potere, ma il nazionalismo serbo continuò anche una volta istituito lo stato della Serbia-Montenegro, con l’effetto di aumentare la voglia di indipendenza del Montenegro.
Oggi lo stato del Montenegro è un paese in transizione, che si sta pian piano riprendendo dalle sanzioni economiche degli anni novanta nei confronti della dittatura di Milosevic. Il Pil pro Capite ha raggiunto i 2500 euro, gli investimenti esteri aumentano di anno in anno e dal punto di vista turistico, vanta un’economia già avviata.
![]()
Lord Byron scrisse sul Montenegro: “Quando venne creato il nostro pianeta, le terre ed i mari più belli apparvero in Montenegro”. Sembra che i turisti se ne siano accorti visto che in tantissimi visitano il Montenegro ogni anno, scegliendo le coste di Budva (soprannominata la Rimini balcanica) o le Bocche di Cattaro, considerate il più meridionale Fiordo d’Europa.
-
Mirtilla
-
Alfredo





