Archivio di settembre 2008
Sasha Baron-Cohen a Milano!
Sasha Baron-Cohen, l’attore-ideatore di Borat per capirci, uno che faceva interviste a personaggi politici o pubblici facendo finta di essere un giornalista e ponendo domande del tutto assurde e stupide (tipo quello che fanno le Iene!).
Sasha ha deciso di fare un film sulla moda e quale evento migliore per girare una scena che la settimana della moda a Milano? Ecco i video di cosa ha combinato. Il primo è un servizio televisivo, il secondo è un video amatoriale con le scene dell’arresto.
Per la cronaca: è stato arrestato, ma è uscito subito.
Il film dovrebbe intitolarsi: Bruno:deliziosi viaggi in giro per l’America con il proposito di mettere a disagio i maschi eterosessuali.
Decisamente da vedere!
Montenegro, esempio di indipendenza e sviluppo balcanico
Giusto per riprendere il discorso che facevo qui.
Nel giugno 2006 il Montenegro diventa stato indipendente e si distacca dalla Serbia a seguito di un referendum popolare indetto in maggio. Questo piccolo stato che per tanti anni è stato sotto la dipendenza della Serbia, sembra essersi completamente distaccato dalla mentalità comunista della ex-Jugoslavia: ha sostituito la vecchia moneta (il marco tedesco) con l’euro, richiesto l’ingresso nell’UE ed è diventato membro dell’ONU e del Fondo Monetario Internazionale.
Gli stati dell’ex-Jugoslavia erano stati uniti da una sorta di panslavismo di stampo serbo, che nasceva non con l’intento di unire i popoli slavi, ma di esercitare e imporre l’egemonia serba. La prima volta la Jugoslavia fu “liberata” dai partigiani di Tito che realizzarono una dittatura comunista, ma allo stesso tempo garantirono autonomia e una repubblica nazionale ad ogni popolazione jugoslava. Morto Tito, iniziò per la Jugoslavia l’incubo di Milosevic, che trasformò il nazionalismo serbo in una vera e propria dittatura. Nel 2000 Milosevic perse il potere, ma il nazionalismo serbo continuò anche una volta istituito lo stato della Serbia-Montenegro, con l’effetto di aumentare la voglia di indipendenza del Montenegro.
Oggi lo stato del Montenegro è un paese in transizione, che si sta pian piano riprendendo dalle sanzioni economiche degli anni novanta nei confronti della dittatura di Milosevic. Il Pil pro Capite ha raggiunto i 2500 euro, gli investimenti esteri aumentano di anno in anno e dal punto di vista turistico, vanta un’economia già avviata.
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Lord Byron scrisse sul Montenegro: “Quando venne creato il nostro pianeta, le terre ed i mari più belli apparvero in Montenegro”. Sembra che i turisti se ne siano accorti visto che in tantissimi visitano il Montenegro ogni anno, scegliendo le coste di Budva (soprannominata la Rimini balcanica) o le Bocche di Cattaro, considerate il più meridionale Fiordo d’Europa.
Faccialibro
Prima non ci capivo nulla, poi ho cominciato ad aggiungere persone su persone che non vedevo da ‘na vita.
Poi la cosa è degenerata nei giochi. Prima gli anagrammi, poi i test, poi le foto, i gruppi, il bowling… un casino.
Poi amici completamente contrari ai social network o più brevemente incazzati con la tecnologia, si sono arresi e infine iscritti.
Insomma, non se ne esce più.
Io son qui, e voi?
Il fantastico mondo del “lavoro”
In queste ultime settimane sto cercando qualche lavoretto come hostess per riuscire a vivere una vita quantomeno “normale” a Milano, da studente fuori sede, con un affitto da pagare e delle tasse esorbitanti da rispettare.
Oltre al solito “volantinaggio” che qui è pagato anche abbastanza bene, ho cercato qualcosa un po’ più consona al mio percorso di studi.
Trovo un annuncio da parte di un sito Internet di web-giornalismo che cerca appunto redattori e che addirittura paga gli articoli. Mi candido, mando il mio CV e mi rispondono che avrei dovuto mandare un articolo di prova perché volevano valutare il mio stile.
Avrei però dovuto scrivere sui Balcani. Sì, c’era proprio scritto così, senza nessuna altra spiegazione, solo che mi sarei dovuta limitare a venti righe. Ok, quando si scrive si parla di battute, parole, caratteri, non di righe, ma va bene lo stesso. Con un argomento del genere potevo spaziare in qualsiasi modo, scrivere di qualunque cosa.
Scrivo in un quarto d’ora un pezzo sulla situazione del Montenegro rispettando in pieno le venti righe, non impegnandomi nemmeno oltremondo perché di certo non mi stavo candidando per il premio Pulitzer. Dopo quasi una settimana mi rispondono con una dettagliata analisi che in pochissime parole evidenzia che: ho scritto un pezzo originale, ma che ho trattato in pochissime righe la situazione dei paesi dell’ex-Juvoslavia. L’analisi è molto interessante e si vede che il pezzo l’hanno letto sul serio, ma chi l’ha scritta probabilmente non si è resa conto che mi era stato dato un preciso limite di venti righe.
Di cose strane in questi giorni, ne ho sentite davvero tanto. Le racconto nella prossima puntata.
Comunque, dato che ormai ’sto pezzo l’ho scritto, probabilmente lo pubblico qui. Ameno a qualcosa sarà servito.
Antidemocratici o antipirla
A Colonia, in Germania, contro la costruzione di una moschea, alcuni gruppi filonazisti avevano deciso di manifestare la loro indignazione, tramite un corteo pubblico, che è stato ribattezzato il “congresso anti-islam d’Europa“.
La manifestazione è stata però annullata dalla polizia perché minacciava la sicurezza pubblica: solitamente non è che in questi schieramenti ci siano degli stinchi di santo.
I gruppi di estrema sinistra, dal canto loro, non sono stati a guardare, organizzando un sit-in per impedire l’accesso ai gruppi di destra. Tutto si è concluso con due arresti e un agente della polizia ferito al volto.
La cosa che più mi ha colpito di questa vicenda, è stata la reazione dei gruppi nazisti, che indignati, hanno parlato di “totalitarismo”, “criminalizzazione di chiunque osi parlare”, “di affronto alla democrazia”, di una vera e propria INTOLLERANZA nei loro confronti da parte della polizia e del governo tedesco.
Cioè si lamentano di idee e concetti che loro vorrebbero applicare nei confronti dei musulmani, ma che la polizia tedesca ha applicato nei loro riguardi.
Per una volta la democrazia è stata antipirla più che totalitarista.





