Piccolissimi excursus storici su Chiesa e blasfemie
“Da tutto questo potete vedere se ho o no il diritto di pensare che a tenere la Corte di Roma sotto la sua spada è l’Anticristo in persona. Io lo considero peggiore di qualsiasi turco.”
Certo che rispetto a questo, i diavoletti sodomizzatori di papa Raztinger della Guzzanti sono poca roba.
Peccato che questa frase sia stata detta quasi 500 anni fa da un certo Martin Lutero nei confronti di uno dei Papi più illuminati dell’epoca, un certo Leone X, figlio niente poco di meno che di Lorenzo il Magnifico. Ma Lutero non si limitava a questo. Descriveva Roma come “la sinagoga di Satana“, “uso contro il Papa, lo stesso linguaggio che userei contro l’Anticristo“; robette così, insomma.
Peccato che proprio lui abbia creato un nuovo movimento all’interno della religione cristiana.
Altro esempio. Diceva Savonarola in una sua omelia:
O meretrice Chiesa, tu hai fatto vedere la tua bruttezza a tutto il mondo e il tuo fetore è salito al cielo. Molti di voi dicono che verranno scomuniche… Per me ti prego, o Signore, che la venga presto… Portatela in su una lancia questa scomunica e apritele le porte..
Savonarola ora è beato.
E il paradosso dei paradossi lo spiega ancora meglio Indro Montanelli:
Condannato dal tribunale di Reggio Emilia per bestemmie e turpiloquio contro la Chiesa, Roberto Benigni avrebbe qualche ragione di considerarsi vittima di un’ingiustizia. Proprio il giorno prima la Chiesa riabilitava Martin Lutero, scomunicato ai suoi tempi pressappoco per gli stessi motivi. Come cambia, coi tempi, la sorte degli uomini! È inquietante pensare che Benigni, se fosse vissuto cinquecent’anni fa, sarebbe forse diventato Lutero. Ma addirittura sconvolgente è che Lutero, se fosse nato cinquecent’anni dopo, sarebbe forse diventato Benigni!
Forse la Guzzanti sarà un giorno Santa Sabina per quello che ha detto l’8 Luglio e i suoi sketch irriverenti materiale da studiare e beare.
Insomma, con questa Chiesa, non si può mai stare tranquilli..























No, non si può star tranquilli per nulla.
Volendo, non si può nemmeno morire in pace, prima soffri, poi se va, crepa.