Tipologie di ginosini e di buona parte degli abitanti del sud/2
Puntata numero due
4. LE VACANT’ [il vuoto]. Si tratta del più grande roditore presente sul territorio comunale. Di media statura il vacante ha una testa leggermente appiattita con due rigonfiamenti laterali, simili ad orecchi che tuttavia non gli consentono di decifrare i suoni in modo adeguato. Proprio per questo si rivolgono con aria apparentemente sinistra a chiunque, e in genere chiedono: “ce je ka sì ditte? Non zò capit ce je ka si ditte? [cosa hai detto? Non ho capito che cosa hai detto?] Avanti, ripeti se hai il coraggio“.
I vacanti tendono alla corporalità dei rapporti interpersonali, e di conseguenza la loro dentatura generalmente manca di almeno un canino a seguito di una delle ripetute risse delle quali il mammifero si rende protagonista in età adolescenziale.
Le vacant‘ si muovono generalmente in gruppo, ed hanno notevoli capacità di adattamento ambientale: nel corso degli anni cambiano infatti con rapida frequenza la loro dimora abituale, quelle storiche sono l’ex Ultimo Impero, l’ex Angelo Azzurro, lo spaccio di Girifalco e il circondario del Lido Boomerang, passando quasi inosservati negli spostamenti. Ma è nel giorno di Pasquetta che questi si ritrovano tutti insieme nel tradizionale appuntamento di inizio estate, migrando in massa al Parco Comunale di Marina di Ginosa per quella che Smack Down ha ribattezzato la “Rissa Reale”. Pur avendo in genere una scarsa propensione all’accoppiamento e ai rapporti con la femmina, rappresentano numericamente il più cospicuo esemplare della specie ginosina. Oltre che per le caratteristiche psichiche che essi per primi si attribuiscono “a me la cap’ no m’aiute!” [a me la testa non mi aiuta!], li si può riconoscere per l’originalità del linguaggio; il vacante usa infatti una terminologia propria la cui regola base è quella di associare il verbo dare a uno dei vocaboli predominanti che sono: “skorz” [dare una sberla], “fekozz“, “cazzott”, “sckaff‘”[schiaffo], “puinat“[scarcata di pugni], “vàevieene“[schiaffo con il dorso], “liscieèbusse” [carezza schiaffo], “sakkizze“[tiro potemte]. Il loro sport preferito è di conseguenza un derivato del calcio, che a Ginosa prende il nome di “stamb’ e kozze“[gioco con il pallone], nel quale ogni giocatore deve mostrare la propria abilità nel tiro di punta, la famigerata “pundett”.
5. LE SKALLAFIERR [i buoni a nulla] (variamente detti SCROCCONI e/o FOR’DE CAP’) Derivato della antica specie ginosina del “CANE DI PECORA”, lo skallafierr è un esemplare vario di uomo ginosino. Essi presentano un corredo genetico prevalentemente maschile ma che può manifestare forme di apparente frociagine d’altra sponda per la tendenza a colorarsi di biondo un ciuffo di capelli in stile Margiollio o a forarsi le orecchie con fantasiosi gingilli. Lo Skallafierre, che ama autodefinirsi “For De Cape”, si distingue per la sua scarsa predisposizione al fare, ad ogni proposta risponde “lassè perd‘!, no m’ngodd!” [lascia stare! Non mi va] “fascim n’alda volt” [facciamo un'altra volta] “quann è crè se penze!” [domani si pensa].
Lo skallafierro conduce una vita sociale ricca e intensa di appuntamenti, la sua giornata è generalmente scandita da un tour de force tra i vari locali del centro ginosino. Grande bevitore di birra, lo skallafierro quando è sobrio presenta normalmente tracce di sangue nel malto, quando non lo è presenta esclusivamente malto.
Durante l’inverno molti di essi cadono in una specie di letargo lessicale, e per la loro esigenza ad esprimere agli altri il proprio status, finiscono col comunicare solo attraverso elementari accoppiamenti di verbo e aggettivo:
“Stok brutt” [Sto male!] (Risposta) “A vedè io!” [Devi vedere io!]
“Stok skattat” [Sono scoppiato!] (Risposta) “A vedè io!”
“Stok for’de cap” [Sono fuori di testa] (Risposta) “A vedè io!”
Lo skallafierro è partecipe della vita mondana, e non manca mai di prender parte ad alcuna sagra popolare. Profittatore delle cose ‘comuni’ e ‘comunali’ esso è capace di bere anche oltre le proprie possibilità organiche se la bevanda gli è stata offerta da qualcuno o se è gratuita, come in genere alle sagre di paese. Per la serie “quando è gratis.. jungem tutt’!”. Tuttavia lo skallafierro non si riconosce nel gruppo e definisce scandaloso chiunque assuma comportamenti identici ai propri, quindi non è facile identificarlo pur venendone a contatto; esso infatti si sdegna con facilità di fronte ad ogni comportamento di “scroccaggine” altrui per legittimare la propria. Le maggior parte degli skallafierr frequentano generalmente il Noir [locale del centro di Ginosa], e per tutta la sera non fanno altro che elogiare la musica di sottofondo, pensando di essere all’opera perché quella musica è più raffinata di quella che ascoltano di solito: i Blink.
Alcuni altri skallafierri invece non entrano nei locali e passano le serate intere in piazza sperano di conoscere qualche ragazza, ma essi dimenticano la legge universale che governa Ginosa:l’8-1!
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