Il servizio del giorno: Plurk
Benché solitamente non mi occupi di queste novità, mi sento costretta a parlare di Plurk per via della nuova moda partita meno di due giorni fa. Diciamo che la mia è più un’analisi sociologica che un vero e proprio post tecnico (luuuungi da me). Per quello c’è Catepol.
Vediamo un po’ com’è andata la storia.
Se usate twitter, saprete certamente che da qualche giorno ci sono stati problemi di update e di funzionamento. Il buon Maxime, ha pensato di introdurre un nuovo servizio di Micro-blogging, come dice lui stesso, solo per potermi vantare un giorno - in caso di successo e diffusione - di essere stato il primo italiano ad iscrivermi ed a spammarne l’indirizzo in giro.
Tutto ha avuto inizio con diversi spam su twitter. Nel giro di poche ore, l’Italia aveva invaso Plurk.
In un giorno, tantissimi utenti di twitter si sono convertiti a Plurk, chi con disprezzo, chi con entusiasmo. Tant’è che da stamattina è disponibile la versione in italiano.
Se vi iscrivete ed aggiungete amici, vi chiederete subito ma ‘ndò so capitato!, chi me lo ha fatto fare, etc. In men che non si dica, verrete travolti dal turbine di messaggi, risposte, link, richieste di amicizia e tanto altre cose totalmente incomprensibili.
La particolarità di Plurk è che si possono creare delle vere e proprie discussioni, quindi è senz’altro un servizio che si avvicina maggiormente all’idea di blog. Il punto è che, proprio per questo, ci sono tantissime discussioni “cazzata”, commenti fatti solo di smile e tanto altro.
In pratica è lo strumento ideale per i cazzeggiatori.
Un’ala riformista anti-plurk sembra essere già nata, nonostante si sia consapevoli delle stronzata immane che rappresenti. La verità è che diverte.
La domanda è: quanto tempo durerà un servizio nato all’improvviso? Sorpasserà twitter?
Può un social network nascere grazie ad uno spam su un altro servizio simile?
Ma soprattutto: come fa a seguirlo gente che ha un lavoro?
Ai posteri l’ardua sentenza.
[a proposito se vi volete iscrivere ed aggiungermi ai vostri amici, basta andare qui, buone plurkate!]























Ma sei sul pezzo con la velocità dell’Emilio Fede dei tempi migliori !!
thanks for the citation (besos)
Grazie per avermi citato. In realtà non sono il primo italiano ad essersi iscritto, ma i pochi che si erano iscritti prima di me avevano sottovalutato la diavoleria, o non ne avevano parlato, o comunque non avevano invitato nessun altro. Quindi di sicuro sono il primo italiano ad averlo SPUTTANATO, e temo che non appena gli utenti italiani inizieranno a soffrire di forti emicranie (Plurk crea dipendenza ed è molto frenetico… ATTENTI!) inizieranno a nascere associazioni di PLURKISTI ANONIMI che proveranno ad uscire dal tunnel. Subito dopo, mi denunceranno. Scherzi a parte, PLURK E’ IL MALE. Ma è talmente divertente…
@Rick “Hanno attaccato, hanno attaccato!”. Nessuno mi aveva mai paragonato a Fede
@Maxime si infatti, tu sei stato il primo a rendere il servizio di massa, quindi risulti essere tu il vero padre putativo.
I plurkisti anonimi è favolosa. I P.A.!
@Maxime
rehab ! rehab !
Plurk è il male e catepol è pericolosa. Sapevatelo
Non so, ma le features di Plurk sono presenti su Hictu (http://www.hictu.com) da almeno un anno.
Ovviamente non mi stupisce molto questo trend tutto italiano di “buttiamoci nella diavoleria americana” ignorando completamente servizi italiani preesistenti, funzionanti, interessanti.
Presto uscirà la nuova versione di Hictu, chissà quanti bloggers riprenderanno la notizia… Italia si, Italia no…
Con questa frenesia il PIL sale o no? Boh!
Il mio contributo al PIL sicuramente decresce peerchè toglie tempo.
Ma al mio paese, che è vicino all’epicentro della munnezza ma non soffre di munnezza perchè differenzia da oltre cinque anni, si dice: “Addò c’è gusto nun c’è perdenza!
Michele mi sa di no, il PIL non sale. Affatto.
Ma anche guardando in televisione programmi cretini è lo stesso. Almeno con Plurk si interagisce.
E’ già qualcosa.
Io continuo ad essere perplesso sul web relazionare, che soffre del problema diametralmente opposto al vecchio web nozionistico. Se prima c’era da risolvere ed affrontare lo scoglio di come massimizzare l’efficenza della comunicazione, inventando anche nuovi supporti ed interconnettendoli, ora è il contrario: ci sono dozzine di supporti interconnessi, ma un calo contenutistico davvero sostenibile.
Inoltre, le interconnessioni rendono sempre più difficile l’accesso alle informazioni, con una aggravante in più: il dover discutere anche quando non si ha alcun argomento da aggiungere.
E’ una bella matassa da dipanare. Per quello che mi riguarda, rimango rigorosamente web 1.0. Al massimo, mi concedo un vivavoce bluetooth per la macchina!
E lo sapevo che tu eri “contrario”. Non credo che Plurk risponda a esigenze contenutistiche particolari. Anzi. E’ fatto proprio per cazzeggiare.
Però in Plurk francamente ho rivisto il sano fancazzismo delle mie chiacchierate in IRC di tanti ma tanti anni fa.
Quello (il fancazzismo) è sempre esistito e sempre esisterà. Nei secoli e nei secoli con web 0.0, 1.0 e 2.0.
Amen.
Uh, se la metti così, allora ha un senso, avendo IRC anticipato gli IM anche come concetto.
Da come me l’avevi presentato nel post, Plurk mi pareva un twitter ibridato con msn e con trackback.
Sbaglio?
Più o meno è quello il concetto, ma è molto più anarchico e meno serio. Cioè, non ci sono tutte quelle discussioni seriose presenti su twitter, ma veri e propri deliri.
Un discussione di plurk può avere anche oltre 50 commenti!
Allora così diviene la versione riveduta e corretta delle aree echo della mai troppo compianta fidonet ed delle BBS.
Urra!
Quasi quasi m’iscrivo…
[...] si tratta di plurk, non so perchè, anche le cose che più odio e a cui sono “ideologicamente” più [...]