Archivio di giugno 2008
Tipologie di ginosini e di buona parte degli abitanti del sud/4
Puntata numero quattro
Esemplari di femmina GINOSINA
1. L’ARRIPPELATE. Il termine è in realtà lo pseudonimo di “poco pettinate”. Queste femmine hanno un’acconciatura spesso sgradevole, sgraziata, in genere strana, simile appunto alle permanenti mal riuscite del parrucchiere. Queste femmine non dedicano molto tempo alla cura del loro corpo, e le si può agevolmente riconoscere per il leggero baffo e per il morbidissimo pelo che sboccia e cresce sulle loro gambe. Si tratta di specie molto socievoli che non avendo pretese di accoppiamento riescono a fare facilmente amicizia con i maschi più desiderati del comune, il che crea invidie e attriti con le altre specie di femmine.
2. LE MUSCITAZZE. La Muscitazza è un animale carnivoro della razza ginosina. A differenza delle altre femmine la muscitazza si accoppia per la prima volta in età lattante – preadolescenziale. Si accoppia più volte all’anno, il che gli fa acquisire una certa fama nel comune e di conseguenza ha numerosi corteggiatori. Generalmente circondata da vacanti, la femmina muscitazza preferisce però lo stattatient’ e quando decide di conquistarlo, per il suo scopo, non si fa scrupolo a ricorrere ad ogni mezzo. Con ogni probabilità è in questi frangenti che la muscitazza scopre e sviluppa le sue inclinazioni carnivore, quando per strappare l’homo alle rivali si serve di antiche tecniche indiane e utilizza il labbro superiore aperto nella parte mediana che usa come pinza.
La Muscitazza è la classica femmina delle domande stupide come pretesto al litigio. La muscitazza fa le classiche domande tipo “a cosa stai pensando amò?” ma poi si incazza se gli parli di calcio o di motori. Quando si accorge di essere ingrassata la muscitazza chiede al suo partner se la vede ingrassata, e indipendentemente dalla risposta si incazza con lui accusandolo o di averla offesa o di volerla prendere in giro.
- Sono ingrassata? (Risposta) Sì —- segue ? vaffanculo stronzo!
- Sono ingrassata? (risposta) No —- segue ? vaffanculo bugiardo
3. LE STUMAKOS. Di dimensione fianchi variabili a seconda dell’età, le stumakose sono la razza prediletta dal maschio ginosino che ama farsi mettere al guinzaglio. La femmina stumakosa si adatta alle esigenze di qualunque uomo e impara a gestirlo nel giro di poche settimane.
La donna stumakosa è dotata di una elevata capacità relazionale, ed ama circondarsi di numerose e variegate specie di maschio ginosino. Ad essi non concede nulla di quanto voglio, e riesce invece ad attere tutto ciò che lei vuole.
La femmina stumakosa è molto furba e calcolatrice, si lascia corteggiare da tutti indistintamente, ma si concede a uno solo. La sua scelta non è mai casuale o istintiva, ma ragionata e ponderata. Essa prima di scegliere vuole conosce alla perfezione le debolezze del maschio, i suoi vizi, per poi sfruttarli abilmente a proprio vantaggio.
A differenza delle muscitazze, essa non valuta le possibilità economiche del suo maschio, ma si interessa solo al carattere, che deve essere fondamentalmente compatibile al suo: quindi remissivo. Nel periodo dei corteggiamenti estivi le stumackose affollano il Mojto di Metaponto. Poiché la composizione delle persone che affolla questo luogo è composta all’80% persone iscritte alla scuola di ballo locale che rompe le palle con la stessa canzone di salsa e merengue da 25 anni e che riesce a trasformare in balli di gruppo canzoni di merda quali “La Zitella” e “Il Ballo Del Cavallo”.. è facile immaginare l’enorme pazienza che il maschio deve avere per accontentare la sua stumakosa. Inoltre il maschio accompagnatore deve tenere gli occhi aperti perché il restante 20% del locale è composto da vecchi arrapati che guardano se qualche ragazza ha la gonna e se si vede qualcosa. Il problema tuttavia si
circoscrive a un arco di tempo ridotto di circa 2 ore poiché la maggior parte delle ballerine ha un’età inferiore ai 15 anni e di conseguenza lascia il locale prima della mezzanotte.
4. LE ‘NZEPPATE. Questa specie di femmina è abbastanza rara a Ginosa, si tratta di un esemplare di donna che vanta un livello oggettivo di media bellezza, che non beve a canna la tre quarti di Birra Raffo, ed è capace di parlare una seconda lingua oltre al dialetto ginosino. Essa, pur potendoselo permettere, preferisce non apparire e non esibire il proprio corpo.
Discendente della nobile stirpe delle antiche femmine ginosine ‘CAS’E PETE‘, ha da questa purtroppo ereditato anche gli imperdonabili difetti della precisione, dell’organizzazione maniacale di ogni piccola cosa, dell’attaccamento al denaro, della gelosia ossessiva e della passione per i viaggi. Pur non esigendo niente dal suo maschio, la inzippata manifesta un profondo attaccamento ai propri soldi, come a tutto ciò che gli appartiene.
La inzippata è in grado di telefonare venticinque volte al giorno al proprio ragazzo per dirgli cose di futile importanza, o addirittura per non dirgli nulla, solo per ascoltare i rumori e riuscire a decifrare se il suo maschio è a casa, in auto, al bar o al campo di calcio. Le inzipate sono maestre dell’arte melodrammatica, riescono a crearsi paranoie per un nonnulla, e utilizzato le loro lacrime come strumento di ricatto.
Ultimi esemplari di questa specie si trattengono al borgo antico[noto locale], non disdegnano le feste
mondane ma prediligono la forte e partecipata allegria della festa patronale, sia quella di aprile che quella di ottobre.
Insomma, se sei un ginosino e stai leggendo questa mail sai benissimo che chi non è Grezz‘ o non è Scallafierr o non vuole riconoscersi in una delle categorie indicate, ha vita difficile in questa nostra martoriata città.
Alcuni hanno risolto il problema alla radice fidanzandosi fuori paese, o coltivando nuove amicizie altrove. Tutti gli altri, costretti all’alcolismo cronico, denigrati per le eventuali capacità intellettuali, smerdati dalle ragazze per il fatto di non possedere neanche un ape-car. Per loro, per tutti loro, lo scorso anno la proloco ha realizzato la famosissima “SAGRA DELLA CUCCAGNA” dove puoi ubriacarti a nastro “mbà, akkessì n’agiustam mbà,” [bè, così ci aggiustiamo] e siccome è tutto gratis iungeme tutt’ mbà.. questa manifestazione però è stata smerdata da tutti, c’erano quattro gatti e allora hanno deciso di cancellarla dalla programmazione estiva !! Quindi se non ti riconosci in almeno una delle categorie descritte.. buona fortuna!!
FINE
Un Macbook Air gratis!
Come ho detto in precedenza, un ottimo metodo per avere un link è pagare.
In questo caso è un concorso a premi, dove si vince il MacBook Air. Iniziativa partita da Guadagnorisparmiando.com che sorteggerà da chiunque segua le regole per partecipare, questo gioiellino della Apple. Più che Risparmiare qui si tratta di avere culo!!
Provare non costa nulla, anche perchè mi servirebbe proprio un’idea regalo….
La vita di un culo
Vasco Rossi ha ben pensato di fare un video con un culo inquadrato per 4 minuti, facendo vedere come vive.
Quando lo si vede, ipnotizza.
Ma dopo, riflettendo, ti chiedi (da ormai 5 anni) “MA CHE CAZZO DI CANZONI STA FACENDO!!!?!“
Tipologie di ginosini e di buona parte degli abitanti del sud/3
Puntanta numero tre
6. LE ZIGARUN’ e LE ZIGNARIEDD’. Categorie di ginosini dal corpo serpentiforme, hanno un vocabolario ricchissimo e generalmente si esprimono in italiano. Entrambi rappresentano una cassaforte di aneddoti e storie popolari, che ognuna a suo modo costituiscono patrimonio culturale del paese. Le due categorie si distinguono per la fondatezza delle notizie che diffondono. Mentre il zignarone infatti fornisce pettegolezzi veri o verosimili, e generalmente non omette nell’immediatezza di fare i nomi; il
zignarieddo invece travisa volutamente il proprio racconto, e fa i nomi solo dopo le ripetute insistenze del proprio interlocutore. A quel punto non resiste all’impulso di aggiungere all’infondatezza del proprio racconto le cosiddette “cornici”.
Zignaroni e zignareddi tra loro non s’amano né s’odiano, si può parlare di una sorta di convivenza pacifica. Sebbene di estrazioni sociali diverse, zignarun e zignariedd sono accomunati da luoghi e dai posti che frequentano: [tutti noti locali]borgo antico il giovedì, noir il sabato e brizy pub la domenica. Inoltre entrambi amano stare al centro dell’attenzione. Sia gli uni che gli altri hanno poi l’abitudine ad inventarsi legami di parentela con persone che a stento conoscono, chiamandole ‘cugì’ e non è infrequente che essi aprano un discorso pronunciando frasi tipo “Figghije a mè…“[E' mio figlio!], “Dà rett’ a fratt’..”[dai retta a tuo fratello], “Sient’ a ziend”[Ascolta zio]. Raramente essi dicono “sì/no”, preferendogli il linguaggio cinematografico “affermativo/negativo”. All’osservatore munito di orologio, per riconoscerli e distinguerli, sarà sufficiente notare una delle seguenti cose:
- le Zignarun‘ dicono “allucinant’ mbà“[allucinante] ogni 5, 6 nanosecondi, mentre le Zignariedd‘ dicono “è assè u’ danne” [letteralmente: "E' assai il danno", con significato di "E' incredibile"] con la stessa frequenza cronometrica;
- le Zignarun si congedano da ogni conversazione con un semiserio “ciao ragà”, le Zignariedd‘ usano invece l’augurante “statevi bene”;
- le Zignarun‘ vestono jeans pseudo straccioni e giubbottini Ganader comprati da “Fabio i Maschi” a peso d’oro, le Zignariedd‘ indossano cappellini Everlast con visiera e occhiali da sole tutto l’anno;
Appassionati di calcio, zignarun‘ e zignariedd‘ sono tra quei ginosini che considerano Balbo, Aristotale e Socrate prima di tutto tre ex goleador della Roma, e solo in seconda battuta dei discreti filosofi. Infine, il zignarone e il zignarieddo, riescono ad attaccare bottone con tutti, con un banale quanto pretestuoso:”Mi fai da accendere?“. E la cosa divertente è che molti di essi sono dei non-fumatori.
7. L’ARRUQUATE [Gli arroccatti]. A questa categoria appartengono tutti quei ginosini che, nonostante siano residenti in città, nessuno li conosce e non conoscono nessuno. Con buona pace dei vacanti, delle skattate e degli skallafierri che popolano la villa, la specie degli arruqquat’ esce in piazza solamente una volta all’anno. Incapaci di ogni capacità relazionale, rappresentanti di una categoria che comprende bigotti seguaci della chiesa fondamentalista, agnostici capaci a nulla, studenti che hanno bisogno di undici mesi e mezzo per preparare adeguatamente un complementare e per questo trascurano la propria vita sociale, lamentandosi di aver perso gli amici o il/la ragazzo/a.
L’Arruqquate trascorre la propria esistenza impegnato nella visione quotidiana di programmi televisivi altamente culturali quali Uomini e Donne, l’Italia sul 2, la Vita in diretta, i Cesaroni, e fiction varie nelle quali puntualmente si immedesima (il ginosino maschio sogna di fare il carabiniere, la ginosina femmina sogna di fare la commessa). Coloro ai quali è capitato di incontrare un arruqquato in quell’unico giorno di maestrale in cui ha deciso di uscire il naso fuori di casa, riferiscono discorsi sterili del tipo:
(Domanda)”Tutto a Posto?”(Risposta)”Tutto a posto.” Fine discorso.
Le frasi tipiche dell’arruquato sono essenzialmente tre:
- “Sono cambiato, ti ricordi com’ero dodici anni fa?”
- “Sono già uscito a Pasqua” / “Sono già uscito a Natale”
- “Sabato per la prima volta ho visto la discoteca”
Tra gli arruquati si distinguono gli ARRUQUATI ‘NZETATI, ossia i fidanzati storici della comunità ginosina. Essi conducono una vita a se da quando avevano 6 anni, cioè da quando hanno visto la loro cagna gravida e hanno deciso che prima o poi avrebbero avuto un figlio, anche non sapendo come si facesse a fare un figlio. Influenzati da una cultura generale piuttosto bigotta, hanno in primo rapporto sessuale dopo 35 anni di fidanzamento, cioè dopo che il partner li ha già traditi e cornificati mille volte, sul Belvedere, quotidianamente. E infine accettando il fatto che il figlio è comunque una loro responsabilità nei confronti del paese, perché altrimenti i zignare e skallafierre cominciano a sparlare, e allora -per questo- si sposano. E questo accade regolarmente, anche se il pargoletto ha le sembianze di Didier Drogba (il marocchino di fiducia), contro ogni prova del Dna.
Comunicazione di servizio
Piccola comunicazione di servizio.
Questo blog non accetta scambi di link. L’ho inserito tra la storia del blog, che ora è diventata FAQ.
Ci sono modi molto più cortesi e simpatici per attirare l’attenzione e “guadagnarsi” il link.
Cioè pagando!
Altrimenti, prego, rivolgersi a qualcun’altro, grazie.






