Gli italiani hanno scelto

Tadààà! E’ tornato Silvio.
Cerco di fare un’analisi di quello che è successo nelle ultime 48 ore.
Punti salienti:

  1. Se gli italiani continuano a votare un mafioso, pieno di conflitti di interessi, con tante questioni giudiziali da risolvere, dopo che si è candidato per la quinta volta bisogna prenderne atto. Ed è giusto che governi lui.
  2. La lega è una costola della sinistra. Così diceva D’Alema tempo addietro. E se la Lega ha preso così tanti voti, significa che c’è un malessere, soprattutto al nord, che va preso in considerazione. Ma anche in Sicilia, visto le percentuali che ha preso il movimento per l’autonomia.
    E’ stato, con l’Italia dei Valori, il partito che ha detto chiaramente cosa voleva e a cosa aspirava, ed è stato premiato. La lega ha già fatto cadere il governo Berlusconi una volta, spesso è composta da gente che non si fa infinocchiare, nonostante Bossi sia in uno stato tale che faccia nascere prevalentemente sentimenti di pietà.
  3. Disfatta della sinistra arcobaleno e sinistra critica. E di che vi stupite? Avete per caso sentito di che cosa parlavano in campagna elettorale? Di anticapitalismo, di proprietà privata, di potere operaio. Mi spiace, ma sono argomenti superati che potevano andare bene 50 anni fa.
    Il capitalismo è ormai superato, i veri poveri ormai sono i laureati che non trovano lavoro, i professori sottopagati. E’ cambiata la società, ma Bertinotti sembra non essere cambiato.
    Probabile che abbiano anche pagato tutte le minchiate fatte in questi due anni. E poi chiariamoci: chi vorrebbe uno come Pecoraro Scanio al Parlamento?
  4. Beppe Grillo ha dato i numeri, prendendo delle grossissime cantonate. Quei pazzi che hanno voluto seguire il suo editto, non andando a votare, hanno costatato, credo, che a parte agli inizi, nessuno ne ha più parlato e discusso. Le rivoluzioni non si fanno con l’indifferenza, ma agendo.
  5. Domanda del secolo: perché quelli che votano PdL continuano a nascondersi? Ma dico io, possibile che non abbia letto 1 e dico 1 blog o blogger che ammetta di votare Berlusconi? Venite allo scoperto, dai, che avete pure vinto.
  6. Complimenti al partito socialista e ad altre frange estreme che da subito, dai primi exit-poll hanno bastonato Veltroni, perché se lui si fosse alleato con loro, sarebbero riusciti a vincere.
    Non a governare, a vincere.

Berlusconi. Già, proprio lui, quello che dava ormai segni di tangibile rincoglionimento, arrivato a 72 anni suonati. L’ho visto in campagna elettorale non più attivo, ingarbugliato, sconnesso, in una parola, anche lui, rincoglionito.
Non c’è lifting o parrucca che tenga: il cavaliere sta invecchiando. E dato che ormai ha vinto chissà che non decida di togliere il disturbo proprio ora, all’apice del suo potere, lasciando un ricordo splendido, di colui che voleva fare, ma non ne ha avuto il tempo.
Vie, piazze intitolate a Lui, lutto nazionale, l’Italia che gioca con la fascia nera, tutti a piangere nelle strade…

Ma per ora gente, lui è lì e nessuno può farci niente….

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9 Responses to “Gli italiani hanno scelto”

    4Avatars v0.3.1 v0.3.1
  1. [...] Lo zio bleiz risponde: perché non sono i blogger* ad aver votato berlusconi, bensì [...]

  2. 4Avatars v0.3.1 v0.3.1
  3. 1:
    Probabilmente gli italiani che l’hanno votato hanno pensato che dall’altra parte fosse peggio.

    4:
    O forse che Grillo dice un sacco di stupidaggini. Secondo me ha un gruppo di un milione scimmie che battono a macchina. A volte escono cose sensate. Spesso no.

    5:
    Ce ne sono molti, in realtà. Ma questo è uno dei problemi dei blogger di sinistra. Attraversate la strada e scoprirete che è pieno di blogger che la pensano diversamente fa voi. L’autoreferenzialità non aiuta.

  4. 4Avatars v0.3.1 v0.3.1
  5. Ma infatti secondo me i blogger o meglio, gli internauti che votano a destra ci sono eccome, la mia domanda continua ad essere perché non vengono allo scoperto e non lo dicono! A trovarne!
    Mi piacerebbe davvero tanto leggere qualche opinione seria a riguardo.

  6. 4Avatars v0.3.1 v0.3.1
  7. Basta andare su Tocque Ville, e ne trovi a bizzeffe.

  8. 4Avatars v0.3.1 v0.3.1
  9. Ciao Mirtilla
    sono d’accordo con te sui punti 3 e 4.
    Per quanto riguarda il punto 5 affermo di aver votato il PDL. Non me ne vergogno assolutamente e non l’ho neanche fatto (almeno non solo) perchè credo che dall’altra parte sia peggio. L’ho fatto perchè credo che un governo di destra sia il più indicato per guidare un Paese, abbiamo visto tutti che fine ha fatto la Sinistra, ha avuto la sua opportunità e l’ha sprecata, ha dimostrato di non essere abbastanza forte.

  10. 4Avatars v0.3.1 v0.3.1
  11. @#06 Grazie per il suggerimento
    @Vitty grazie per essere venuta tu allo scoperto, sennò qua non se ne usciva più.

  12. 4Avatars v0.3.1 v0.3.1
  13. Cari Amici,
    ho letto il testo “Gli italiani hanno scelto”.
    Trovo molto sensato quello che scrivete, ma devo aggiungere qualche considerazione.
    Ho 56 anni, sono un sessantottino (non un ex, gli ex fra l’altro si portano sempre dietro problemi irrisolti e sensi di colpa).
    Ho vissuto una stagione indimenticabile, una stagione in cui il Mondo Nuovo sembrava dietro l’angolo, in cui essere giovani significava avere la storia fra le mani e con essa l’imamne compito di ricostruire dalle fondamenta l’Uomo.
    Non sapevamo esattamente da dove venivamo e da dove venivano le nostre idee, ma sapevamo dove volevamo arrivare. Purtroppo gli strumenti erano confusi.
    Discepoli di un marxismo distorto, freddamente economicista, privato della sua vera base, quella umanista (che pure da Gramsci alla scuola di Francoforte avevano cercato di restituirgli), abbiamo mescolato fiori e capelli lunghi con slogan incomprensibili (come dittatura del proletariato e centralismo democratico), vuoti di senso da almeno 50 anni e che la mostruosa esperienza del cosidetto socialismo reale aveva ridotto a boomerang micidiali.
    Per decenni, inconsapevoli di questo peccato originario del comunismo novecentesco, siamo andati avanti nel mondo del post-industriale, del consumismo, delle multinazionali e della globalizzazione, senza renderci conto che quegli slogan, politicamente insensati allora erano ormai diventati dei dinosauri come noi e avevano facile gioco i Berlusconi della situazione a dirci che comunismo era uguale a conservazione.
    La verità è che ad un certo punto, innamorati di slogan e parole d’ordine, ci siamo innamorati delle strategie, senza renderci conto che altro era l’obiettivo. La lotta armata, la dittatura del proletariato, il centralismo democratico che alla metà dell’800 avevano senso. Ma questi erano momenti stgrategici, sensati un secolo prima, l’obiettivo era altro.
    Quello che è successo in queste ore è il risultato di tutto questo, ma non solo.
    Difronte al riproporsi ottuso di identiche strategie, una parte della sinistra invece di guidare la società, si è messa a rincorrerne le nuove ideologie (quelle suggerite dal consumismo, dalla convinzione che è possibile fare a meno di una ideologia, che bisogna appagare l’estetica, l’apparire e non l’essere) e ha detto ai suoi e a tutti: dobbiamo scendere ai bisogni dei cittadini, dimenticando che quei bisogni sono storicamente e culturalmente conidizionati, ovvero li determinano quei settori che hanno l’egemonia culturale dellla società.
    Abbiamo allora detto alle giovani generazioni basta con gli ideali e i massimi sistemi, pensiamo alle cose di tutti i giorni. Salvo poi lasciare la sicurezza andare alla deriva, l’occupazione diminuire, l’ambiente sfasciarsi.
    Alla fine le nuove generazioni si sono rivolte a chi più degli altri poteva risolvere quei problemi all’interno di quegli orizzonti di pensiero, perché produttori di quegli stessi orizzonti: Berlusconi, la Lega, ecc.
    Alla fine si sono salvati un po’ quelli che continuavano ad avere una ideologia forte, come i cattolici e i rimasugli delle idee forti.
    Ora la sinistra è distrutta. Ma non dal 14 aprile, da molto prima.
    40 anni fa eravamo la punta avanzata della società. Correvamo davanti alla storia. Oggi sfumiamo sull’orizzonte di un mondo talmente luccicante da non riuscire più a vedere le stelle.
    Ma perché si sappia, per buona pace di quelli che credono che l’idea comunista sia finita, questa idea viene da lontano, nasce dai bisogni profondi dell’uomo che è animale sociale e con l’Uomo animale sociale sorge all’inizio della storia del nostro genere. Per millenni la storia ha annotato tentativi di pezzi d’umanità verso il comunismo. Marx in fondo ha voluto dare una veste scientifica ad una idea che esiste da sempre nel genere umano e che io credon esisterà finché esiste il genere umano.
    Essere comunisti non significa credere nella dittatura del proletariato, nel ruolo rivoluzionario delle masse, nella presa di coscienza del proletariato e via dicendo, quelle sono strategie (per di più obsolete). Essere comunisti significa pensare la società come un luogo dove costruire insieme, nella collaborazione e nella cooperazione, l’umanità futura, significa pensare che il cammino della storia deve essere improntato alla giustizia sociale; significa credere che i valori dell’uguaglianza, della giustizia sociale, della solidarietà, siano valori supremi, da perseguire, da raggiungere; significa rifiutare lo sfruttamento dell’Uomo sull’Uomo; combattere la miseria, l’infelicità e l’ingiustizia sociale dovunque e comunque si trovi; significa pensare che l’egoismo e il razzismo sono figli dell’ignoranza e che la lotta all’ignoranza deve essere la prima e la più importante strategia. Significa pensare gli uomini insieme potranno raggiungere un mondo migliore di quello in cui viviamo.
    Per tutto questo sono stato, sono e sarò sempre COMUNISTA.
    Romolo Santoni

  14. 4Avatars v0.3.1 v0.3.1
  15. Complimenti Romolo per tutto quello che hai scritto, hai sintetizzato al meglio 30 anni di storia e con essa, il tracollo della sinistra arcobaleno.

    Però non chiamare più il mio post il testo gli “italiani hanno scelto”, mi fa rabbrividire!

  16. 4Avatars v0.3.1 v0.3.1
  17. Carissimo Mirtilla,
    Ti ringrazio ma ciò che dici interpreta solo una parte di quello che ho
    scritto. Il crollo della sinistra arcobaleno rispecchhia un disagio che
    viene da più lonatano ed è quello di aver interpetato male il pensiero
    marxista e l’idea comunista, cioè di aver relegato un progetto vecchio
    quanto l’uomo ed un pensiero raffinato, ad una mera tecnica economicista,
    arroccandosi dietro a frasi e concetti fatti.
    Quello che io volevo anche dire è perché ha ancora senso – e più che mai –
    essere comunisti.
    Non ho capito che cosa sia <>, probabilmente qualche strana
    combinazione dei tasti del mio computer.
    Un saluto
    Romolo Santoni

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