Avventure e cazzeggio a Dublino

[foto del viaggio]
Ho ribattezzato Dublino il paese dell’incoerenza. E più in là ne spiegherò il perchè.
Abbiamo prenotato il volo per Dublino a 40 euri a/r (peccato, una settimana dopo ne costava 20!) da Roma, quindi siamo partiti alla volta della capitale domenica e ci siamo fermati un paio di giorni là.

Mercoledì 20 febbraio. Partenza per Dublino alle 9.35 da Roma Ciampino. Per arrivare a Ciampino è facile: basta prendere il bus (1,20 euro) che parte dal molo 1 da Anagnigna (metro A). Abbiamo fatto un po’ tardi e arrivati all’aereoporto, non avevamo ancora chiari i meccanismi del check-in online, perciò abbiamo fatto la nostra cara colazione in tranquillità, per poi scoprire qualche minuto dopo che c’era una fila enorme ai gates che partiva dal ristorante. Mai vista così tanta gente. Visto che il tempo stringeva, abbiamo chiamato una guardia che ci ha fatto passare avanti. Si è un po’ incazzata perchè e ci ha detto “ma anche se fate il check-in on-line voi dovete stare in aereoporto due ore prima!”. Che senso ha, non lo so. Ma andiamo avanti.
Pensavamo di essere i soli in ritardo mostruoso, ma poi, dopo qualche minuto, ne sono sopraggiunti molti altri.

Sull’aereo non troviamo nessun posto per i bagagli e quindi ce li imbarcano in stiva gratis (a questo proposito aggiungerò un’ulteriore curiosità alla fine).
Nonostante il ritardo iniziale, arriviamo in orario a Dublino, dove troviamo un clima mite, anche se nuvoloso. Prendiamo il 746 che ci dovrebbe portare dove abita il nostro amico, alla modica cifra di € 1,80 prendendo i ticket alla macchinetta.

Dopo un po’ di fraintendimenti su dove dovevamo effettivamente scendere, dopo quasi un’ora ci troviamo dall’altra parte di Dublino, dove il nostro amico Giuseppe, che è a Dublino da un anno, ci accoglie con due birre! Il pensionato studentesco dove abita è un po’ lontano dalla fermata del bus e dal centro (lui si trova nel quartiere Black Rock) ci facciamo un po’ di strada a piedi con valige alla mano e lui sbaglia anche strada un paio di volte!
Dopo incredibili pene arriviamo finalmente nel pensionato. Ci prendiamo qualche minuto per rifiatare e ci dirigiamo al centro per mangiare qualcosa.
Per la prima volta in assoluto, non mi ero assolutamente informata sia su Dublino, sia per quanto riguarda gli autobus e sia sugli spostamenti, contando su questo amico. Non ho considerato però il tasso alcolico presente nel suo sangue. A Dublino, per quanto credo di aver capito, si paga il biglietto in base a dove si vuol andare: 1,05 stages 1-3, 1,50 stage 4-6 etc… il problema è che non ho mai capito in che stages stessimo noi! Così, appena saliti sul bus, il nostro amico inizia a buttare spiccioli su spiccioli nella cassa del bus, tanto che l’autista spazientito, ci manda a quel paese e ci dice di andarci a sedere senza farci nemmeno i biglietti! E questo è solo l’inizio delle nostre disavventure…
Temple Bar Bazzichiamo un po’ per il centro, senza fermarci un attimo. In serata ci doveva essere la partita del Milan contro l’Arsenal, e io da solita malata del pallone e del Milan, cercavo insistentemente un locale dove la trasmettessero. Ero abbastanza scettica, poiché la stessa sera giocava sia il Manchester che il Celtic.
Alla fine al Fitzsimons Pub abbiamo trovato 3 ottimi posti per vedere la partita al maxi schermo. Abbiamo preso una birra ciascuno e ci siamo goduti la partita. Diversamente da quanto credessi, c’erano molti più malati come me per il Milan che tifosi dell’Arsenal. Dopo la partita, alle 9.30 finalmente prendiamo fuori qualcosa da mangiare (non mangiavo dalla mattina) e torniamo indietro al dormitorio di Giuseppe (ovviamente perdendoci nuovamente!).
Una volta là, ci dice che possiamo dormire in stanza sua e che lui avrebbe dormito giù sui divani. Chiediamo delucidazioni, su come dobbiamo comportarci, se è proibito portare altra gente, se lui può passare qualsiasi tipo di guaio. Lui ci tranquillizza.
Mai parola poteva essere più sbagliata!

Giovedì 21 febbraio. Alle 9.30 di mattina sentiamo bussare e pensando sia Giuseppe rispondiamo. Ovviamente non si trattava di Giuseppe, apre la porta una signora bionda che impaurita ci chiede chi siamo. Dopo aver sentito le risposte, con tono minaccioso ci dice di andarcene immediatamente da lì perchè non eravamo clienti del pensionato.
Dopo qualche minuto rientra in camera e ci dice che se non ce ne andavamo entro le 10 avrebbe chiamato la polizia!
Et voilà.
Ancora completamente assonnati e stanchi (Nik mi ha detto che ho mugulato tutta la notte ahauhahua) facciamo i bagagli e colazione prendendo qualcosa al supermercato, prendiamo l’autobus, andiamo in centro, ci connettiamo ad un Internet point e troviamo un ostello lì vicino, il Mount Eccles.
Ci andiamo e prendiamo un doppia senza bagno a 31 euri a persona e per il giorno dopo il ragazzo che sta lì ci propone la camerata da 16 a 20 euri, perchè essendo il rugby weekend non ci sono più posti. Accettiamo.
Nel frattempo sentiamo Giuseppe che ci dice che è successo un casino là, ma che ha risolto tutto. Fissiamo con lui un appuntamento alle 21. Il pomeriggio giriamo un po’ per il centro e iniziamo a scoprire l’ambiente e le usanze dublinesi. I prezzi sono allucinanti (almeno per noi, che per via della spesa non considerata dell’ostello, siamo riamasti quasi al verde) e scopriamo che qui si beve davvero a tutte le ore, che ogni locale-pub-negozio ha un uno o più guardie/buttafuori, ma che in compenso, dopo appena 2 giorni, conosciamo il centro come le nostre tasche. Andiamo dentro il Trinity College Trinity Collegee cerchiamo di seguire qualche lezione, ma di figure di merda ne abbiamo fatte già abbastanza. Desistiamo.
La sera continuiamo a cazzeggiare apertamente e visitare strade e stradine, in particolare Henry Street, ribattezzata da me “la via Sparano di Dublino”. Chi conosce Bari, capirà.
Cerchiamo di entrare in un pub, ma il buttafuori non vuole accettare Giuseppe che sta bevendo birra. A questo punto chiedo il perchè di ciò e lui mi risponde che in Irlanda è vietato dalla legge bere birra in strada. :O
Alla fine, ci feriamo ad un pub carino con musica, dove passiamo un po’ di tempo.
Giuseppe decide di rimanere là, noi, ancora troppo stanchi, torniamo in ostello.Tra l’altro mentre usciamo assistiamo ad una rissa tra un buttafuori e un ragazzo. Il motivo non l’ho ben capito, ma deve essere stata una cosa davvero banale. Nonstante alcuni attimi di tensione, noi usciamo e anche il ragazzo in questione, gridando parolacce verso il buttafuori.

Venerdì 22 febbraio. Il giorno seguente, dopo esserci svegliati, apprendiamo che non potremo incontrare il nostro amico perchè la sua serata nel pub, si è conclusa con una storta alla caviglia quando il buttafuori lo ha cacciato dal pub! E non aggiungo altro.
Avendo la giornata libera, prendiamo i soliti gadgets e tentiamo di risparmiare il più possibile sul cibo semplicemente non mangiando. Tattica davvero acuta! :) Passiamo dalla Cattedrale di San Patrizio e dal Saint Stephen’s Green, visitiamo la casa di Oscar Wilde e la sua stata che c’è nel parco di fronte.
Oscar Wilde
E’ venerdì e in città c’è molto più casino, anche perchè il giorno dopo si sarebbe stata Irlanda – Scozia. In Temple Bar c’era praticamente una colinia di supporters in gonnellino. Una scena mi lascia a bocca aperta: uno scozzese passa vicino ad uno dei soliti ragazzi che suona in cambio di soldi e chiede se può fare qualcosa dei Rolling Stones. Il ragazzo lo fa, e lo scozzesce gli lascia ben 10 euro di mancia.
Immaginate noi che eravamo senza soldi, come ci siamo rimasti!
Per far capire quanto è piccola Dublino, venerdì in Temple Bar abbiamo incontrato parecchi ragazzi che erano nel nostro ostello, i ragazzi in camera con noi e il signore con cui abbiamo chiacchierato sul volo e che era a Dublino per lavoro. Insomma, non c’è scampo, tutto avviene o in Temple Bar, o in vie adiacenti.
Mi ha molto impressionato, nonostante i pub e le attrazione all’aperto, la quantità di gente in strada a parlare o a passare il tempo, che fa di Dublino una città davvero a portata d’uomo e per tutti.

Torniamo in ostello sfiniti e prima dei nostri compagni di stanza, che quando arrivano, fanno tutto pianissimo e ci rendono il sonno molto più facile.

Sabato 23 febbraio. Dopo aver fatto colazione e aver fatto il chek-out, lasciamo i bagagli nella stanza adibita e non sapendo che fare, restiamo nella stanza comune dell’ostello a vedere Mister Bean e a navigare in Internet. Il costo non è eccessivo, 0,50 € ogni mezz’ora, ma il ragazzo alla reception non ci fa pagare niente.
All’ora di pranzo usciamo e ci troviamo magicamente al meeting house square, dove il sabato fanno un mercatino di prodotti mangerecci tipici e no (c’era una ragazza italiana che vendeva pane). Con 5 euri mangiamo un piatto davvero buono. Non sapendo cosa fare e ovviamente sempre a cortissimo di soldi, continuaiamo a passeggiare per O’Connell StreetO'Connel Street e all’angolo con Parnell St, entriamo in un pub di cui non ricordo il nome dove trasmettevano la partita di rugby dell’Italia contro la Scozia. Era appena cominciata e possiamo esultare ad un meta dell’Italia (che poi sarà l’ultima!). Passiamo il pomeriggio lì e alle 17 andiamo a prendere i bagagli per andare in aereoporto.
Non sapendo che ci fosse differenza di costo tra il 747 e il 748 con il 16A e il 746, decidiamo di prendere il primo, convinti che costasse 2 euri. Saliti sul bus, alla richiesta di 12 euri io sbianco e faccio una faccia che l’autista non credo rivedrà mai più, paghiamo con gli ultimi soldi rimasti e ci dirigiamo verso l’aereoporto. Anche Giuseppe avrebbe preso l’aereo con noi, perchè non ritornava in Italia da oltre un anno. Per questa ragione porta una valigia enorme, per capirci quelle da campeggio alte quasi un metro, che spaccia per bagaglio a mano. Ovviamente sull’aereo non trova posto e le hostess lo imbarcano come bagaglio a stiva gratis. Come abbia fatto a passare il controllo del gates è un mistero.
Ma pare che sia una cosa normale, perchè anche un’altra ragazza aveva lo stesso bagaglio enorme che hanno poi dovuto stivare. Che sia un nuovo metodo per non pagare il bagaglio? Io non rischierei.

Non mangiamo nulla, e una volta arrivati a Roma, alle 12 e con un po’ di ritardo, siamo costretti a prendere il taxi.
Arrivati a casa a Roma, affammati, ci arrangiamo a mangiare il pane che avevamo portato domenica da giù, con un po’ di Philadelfia.

In definitiva 4 giorni a Dublino mi sono costati quanto 10 giorni a Parigi, con la differenza che in Irlanda non ho visto e fatto praticamente nulla.
A chi mi dice che l’Irlanda merita di essere visitata e che Dublino è un caso apparte rispondo “Ok, lo farò quando sarò stipendiata, non da studente.”.
Quindi, cara, carissima Irlanda, ci vediamo tra una decina-quindicina d’anni! :)

Per il resto, trovo assurdo il divieto di bere birra per strada, soprattutto per un paese che basa buona parte del suo turismo sulla Guinnes, essenzialmente perchè odio le leggi che favoriscono una categorie. E qui la categoria favorita è quella dei pub.
Insomma se vuoi bere o lo fai a casa tua o dai 5 euri al pub. Altrimenti sei un fuorilegge.
Consiglio di andare sicuramente a visitarla, ma non state oltre i 2 giorni a Dublino, mi raccomando!

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One Response to “Avventure e cazzeggio a Dublino”

    4Avatars v0.3.1
  1. Bello ed esauriente il racconto del viaggio!

    cmq permettimi di dissentire sul caro-dublino. Credo che la tua percezione sia stata amplificata dall’esborso non previsto per l’ostello, ma posso garantirti (ci ho vissuto per un mese in agosto, mese di affollamento per eccellenza) che non è poi tanto più cara di roma. L’ideale è trovare (costa fatica ma poi viene ripagata ampiamente) un ostello con la cucina che ti consente di fare la spesa e prepararti dei bravi panini per il giorno e una lauta cena serale senza donare gli organi.

    Il costo eccessivo (e qui hai ragione) è rappresentato dalla birra a 4,50-5 euro, proibitivo anche per gli alti stipendi irlandesi.. assolutamente impossibile da fare tutte le sere

    cmq avete evitato il salasso del museo della guinnes: 9 euro (x gli studenti, x gli altri sono 13,50) per vedere praticamente niente e berti una birra in cima ad una torre. Un furto.

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