Le campagne pubblicitarie della Ryanair
Ci risiamo, la Ryanair ne ha combinata un’altra delle sue. Quest’estate la compagnia low cost decise di dedicare a Valentino Rossi uno spot sbeffeggiatorio che ricalcava le sue vicende giudiziare in Italia. Il risultato fu simpatico per tutti, probabilmente non per Valentino
Lo slogan era “ritorno a casa con Ryanair… e devo solo pagare le tasse!“, un bel gioco di parole, con questo risultato.

Qualche tempo fa invece la Ryanair ha deciso di prendere come testimonial involontari il presidente Sarkozy e l’eterea Carla Bruni per uno spot altrettanto simpatico, ma senza doppi sensi o insulti particolari, come era accaduto per il motociclista.
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Nel fumetto Carla Bruni pensa in francese “Con Ryanair, tutta la mia famiglia può venire ad assistere al mio matrimonio“, spot del tutto innocente, che comunque ha fatto imbufalire la coppia che ha chiesto ben 500.000 euro di danni. Esagerati! Quelli della Ryanair, da grandissimi volponi quali sono, si sono offerti di pagare 10.000 euro da devolvere in beneficenza. Un rifiuto a questa offerta sarebbe ovviamente mal visto e il Sarkò avrebbe un altro guaio da pelare.
Insomma chi lavora nel settore marketing della Ryanair e chi gestisce la comunicazione o ha fatto un patto con il diavolo o è estremamente furbo.
Ma anche stronzo, perchè ora arriviamo allo spot degli ultimi giorni.

“Paga le tasse, non per i rifiuti, ma per scappare via“, con nessun altro riferimento.
Infatti mi sto chiedendo da due giorni a chi si riferisse la Ryanair e di chi siano quei rifiuti…
Le tattiche pubblicitarie della compagnia di voli sono sempre state oltremodo aggressive e probabilmente hanno valutato che facendo queste campagne choc i giornali gli avrebbero fatto pubblicità gratis, i blog avrebbero parlato di loro, in radio sarebbe circolata la notizia, sui forum sarebbero girate queste immagini ridicole. Se poi uno ti chiede 500.000 euro, gli lanci questa buffonata della beneficenza a cui non puoi dire di no.
Ora anche i rifiuti. Ma questa volta hanno deciso di non usare nomi o altro. E’ tutto lasciato all’immaginazione.
E che immaginazione…
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http://www.cieloprovvisorio.net/ Artois
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