Quando razzista fa rima con realista

Ho letto il post di Beppe Grillo sui rom che ha acceso molti animi e fatto indignare tanta gente. Ovviamente tutti pronti subito a denigrate e a dare del razzista.
Indubbiamente Beppe poteva contenere maggiormente i toni e non pubblicare semplicemente una lettera di un italiano sposato con una rumena che vive in Romania giusto per fare bella figura.
Io credo che certi argomenti debbano essere trattati con maggiore cura.

Allora, partiamo da questo presupposto.
Se costruissero una moschea o una sinagoga sotto casa mia sarei felicissima, ho votato a favore delle cellule staminali, ho difeso i DICO e reputo una delle città più belle d’europa Budapest. Ovviamente non sono razzista (lo so, non basta dirlo, ma chi mi conosce lo sa) non mi sono mai fatta alcun problema verso nessuno, verso chiunque, indipendentemente dal colore della pelle, dalla sua religione, dall’orientamento sessuale.
Però se nella religione islamica più integralista la donna viene trattata di merda, se l’orientamento sessuale comprende i bambini e se una persona crede che gli ebrei debbano essere tutti fucilati mi incazzo. E’ sbagliato? Sono razzista? Non credo.

Siamo in una società civile e se i principi dei rom sono:

  • a) vivere da nomadi
  • b) reciclare il rame creando danni all’ambiente
  • c) maltrattare le donne occasionalmente perchè è il maschio che comanda su tutto
  • d) non integrarsi nel paese dove si vive, non mandare i figlia a scuola, non registrarsi all’anagrafe. E non credete a chi vi vuol far credere che ci sono rom che insegnano all’università. E’ questa la realtà. Totale analfabetismo. Non lo dico io, lo dice il rapporto annuale dell’Opera nomadi.
  • e) non lavorare. Assolutamente.
  • f) se non si lavora cosa si fa? A voi la scelta
  • g) ebbene sì, sono arrivata alla g. Sanità. Vivere da nomadi porta ovviamente a problemi sanitari gravi.

come si può essere insensibili? Con una cultura talmente radica non si può far nulla. Sono sicura che c’è gente per bene, ma la realtà è che loro sono portati a tutto ciò per CULTURA, non per carattere personale.
Non mi piace arrivare a categorizzazioni, ma la realtà è davvero questa.

Se decido di andare in un paese straniero cerco di abituarmi ai ritmi e alle abitudini di quest’ultimo. In Italia forse permettiamo troppo.

Ora tornando all’argomento… io sono una delle più grossi sostenitrici dell’UE, ma nel caso dell’entrata della Romania, che comprende la maggioranza dei Rom, ho avuto qualcosa da ridire.
Non sono assolutamente contraria alla libera circolazione, al libero scambio. L’EU è una delle cose più belle mai concepite, nata da ideali pregevoli che purtroppo mal sono stati sviluppati fino ad arrivare alla situazione di stallo attuale.
Ma veniamo alla Romania. Prima di tutto è una nazione che non credo sarebbe dovuta entrare, i tempi erano immaturi e soprattutto l’EU non ha tenuto conto della calamità rom che si sarebbe riversata sull’europa, ma sopratutto sull’Italia che ha la più grande comunità rom.
Molti paesi esteri hanno adottato delle moratorie nei confronti delle Romania, noi no (o almeno lo ha fatto il governo Berlusconi).
Allora perchè la Romania è entrata? La risposta è sempre la stessa. Sembra assurdo, ma è per interessi economici. Ho il sospetto che molte imprese abbiano spinto l’Unione Europea a fare questo passo per via della manodopera meno costosa che rappresentavano i rumeni. Ho detto RUMENI non ROM.
Non sto a dire statistiche del cazzo riguardo ai reati commessi dai rom, perchè non è questo il problema. Li facciamo anche noi italiani.
In ogni caso se proprio vi interessa.

Scusate lo sfogo, ma dovevo scriverlo da qualche parte!

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6 Responses to “Quando razzista fa rima con realista”

    4Avatars v0.3.1
  1. l’unica persona che mi abbia mai dato informazioni imparziali sulla cultura rom è stata mia madre (che è maestra elementare in un quartiere in cui la comunità rom ha una presenza massiccia ed ha quindi dovuto studiarne struttura sociale e abitudini).

    quello che tu dici non è esattamente vero: per esempio non è vero che i rom non lavorano. la loro cultura prevede che sia solo l’uomo a lavorare, ma gli uomini rom non si adattano a lavori che non gli piacciono. per dire: se a un rom viene proposto un lavoro manuale e lui trova che quello non sia adatto a lui semplicemente non lo fa. ed è per questo che non troverai mai un uomo rom (che poi di per sè vuol dire persona) ai semafori a pulire i vetri o a chiedere l’elemosina. quello è l’unico “lavoro” che possono fare le donne (o i bambini), in quanto NON È UN LAVORO.

    inoltre non è vero che non si mandano i bambini a scuola. i bambini a scuola ci vanno eccome, mia madre ne ha due o tre in ogni classe. e sono svegli, affettuosi, amano andare a scuola, ma sono anche piùttosto indisciplinati perchè sono abituati a fare quello che vogliono. perchè nel campo nomadi lo possono fare perchè QUELLO È UN POSTO SICURO.

    siamo d’accordo che la comunità rom non è una comunità che si integra facilmente. per la maggior parte a causa della sua natura nomade, ma in parte anche perchè c’è un razzismo di fondo verso di loro veramente dilagante. prova a chiedere a qualcuno di assumerne uno, anche al datore di lavoro di più ampie vedute del mondo, e vedi che ti risponde.

    inoltre le uniche caratteristiche che si conoscono della cultura rom sono quelle negative. per esempio nessuno sa che all’interno di ogni comunità esiste un tribunale che giudica chi commette un reato (anche chi ruba), e che la più grande pena è l’espulsione dalla comunità (molto più efficace di fin troppe leggi di stati “sviluppati”)…

    io trovo che prima di decidere se scagliarsi contro la comunità bisognerebbe informarsi un po’ meglio sulle sue caratteristiche e non solo sentire quello che ti raccontano. e beppe grillo - che è tanto attento a dire sempre agli altri di informarsi da soli e cercare notizie su quello che gli succede intorno - dovrebbe essere il primo a farlo.

    per concludere: io non so se sono d’accordo o no sul fatto che l’apertura dell’europa alla romania sia giusta o sbagliata, perchè non mi ritengo abbastanza informata per sapere quali sono i parametri che entrano in gioco in questi casi. non ho studiato queste cose. ma ho studiato un po’ la comunità rom ed è vero che è ricca di contraddizioni, ma è anche piena di una cultura che nessuno conosce, perchè trova più interessante vederne solo i lati negativi. e ripeto: non sto dicendo che non esistono, anzi SONO TANTI E GRAVI.

    ma mi sembra che noi stiamo solo chiudendo gli occhi verso le cose positive, e che tante persone parlino esclusivamente per partito preso.

    scusami mirella per lo sfogo, ma sono diversi anni che parlo con persone che mi fanno sempre lo stesso discorso e sempre con le stesse parole, e mi dà un po’ fastidio visto che io un po’ la loro cultura la conosco. e la trovo interessantissima.

    scusa ancora per la lunghezza e se posso essere stata un po’ aggressiva nell’esporre le mie argomentazioni.

    un bacio Laura

  2. 4Avatars v0.3.1
  3. Il problema è che io non mi baso su esperienze di vita (sarebbe sbagliato farlo) ma sui dati veri. E i dati dicono questo: non alfabetizzazione e non occupazione.

    Difficile smentire le inchieste.

  4. 4Avatars v0.3.1
  5. no, aspetta, io ti sto dicendo che è anche colpa loro se non trovano lavoro, perchè uno che cerca lavoro accetta qualsiasi lavoro gli si proponga. e loro questo non lo fanno.

    ed è anche vero che non arrivano nemmeno alla terza media, perchè a 10 anni si sposano (ma l’aspettativa di vita di un rom è 35 anni quindi è comprensibile, anche se sbagliato).

    io dico solo che per noi l’integrazione fa rima troppo spesso con distruzione della cultura dell’altro. e che loro non sono certo aperti, ma non lo siamo neanche noi che ci proclamiamo sempre così disponibili all’accoglienza del “diverso” e che facciamo di tutto se ci dicono che siamo razzisti.

    il problema è grave, e non ho la capacità neanche di abbozzare una proposta di soluzione, e in questo senso la mia critica è sterile, però continuo ad essere convinta che se riusciamo a stabilire una convivenza partecipata non potrà che portare ad una crescita della loro, ma anche della nostra cultura.

    ma potrebbe essere solo una mia utopia, tipo la pace nel mondo e la vittoria sulla fame.

  6. 4Avatars v0.3.1
  7. Mi permetto una puntualizzazione: se ad uno zingaro (d’origine croata/ungherese/mitteleuropea/spagnola/italiana) gli parli dei sinti, loro sorridono, sono “fratelli”. Ma se dici Rom, s’arrabbiano. Rom nella loro lingua vuol dire uomo, tutti per loro sono rom, ma suona come dare del “nigga” ad un afroamericano, è un insulto.

    Una buona percentuale dei presunti Rom non sono zingari, è gente semistanziale che in Romania sono paragonabili ad i nostri clochard, che si sono spostati *solo* per esaurimento delle risorse.

    Sono d’accordo quando affermi che gli interessi economici ed la manodopera *IN LOCO* ha affrettato i tempi, non sono d’accordo quando mi paragoni un gruppo degradato che vive esattamente come nelle favelas brasiliane (ed anche loro si spostano, man mano che le città crescono o le zone si bruciano) o come i paria a Calcutta bollandoli come zingari e stranieri.

    Ti basterà fare una chiacchierata con un qualsiasi studioso di cultura tzigana: la maggior parte dei presunti sinti…non sono sinti, ma è gente con disagio mentale e storie di dipendenze che è diventata malavitosa.

    Sul post di Grillo ho tremato quando ho letto “la patria e i confini violati”…

  8. 4Avatars v0.3.1
  9. x lala: secondo me integrazione non vuol dire sempre distruzione dell’altra cultura, sono alcuni politici che lo hanno inteso così.

    Per quanto riguarda possibili metodi per il risolvere il problema si potrebbe iniziare con il censimento di tutti i nomadi e distinguere quelli che vogliono integrarsi da quelli che non vogliono farlo. Sarebbe già un inizio.

    x Artois: io non critico il nomadismo in quanto tale nè di vivere diversamente senza acqua nè corrente (anche se c’è gente che non lo sceglie, è COSTRETTA), la mia critica è rivolta verso la loro chiusura mentale e la loro indiferrenza delle regole del posto in cui si trovano.

    Poi io mi sono rivolta ai Rom, non ai zingari…

    Sì, anche a me quell’affermazione mi ha fatto venire la pelle d’oca. Come ho detto prima, una cosa è l’integrazione, un’altra il nazionalismo.. quella di Grillo è stata una posizione esagerata e non ha centrato assolutamente il problema.

  10. 4Avatars v0.3.1
  11. Allerim, perfetto hai la mia posizione (effettivamente, i “gitanes” andalusi sono più chiusi di una setta Mormone o Amish), ed hai colto il punto nevralgico: quasi nessuno capisce che nella baraccopoli ci trovi poveri in miseria, non gente che ha scelto di vivere lì.

    Il mio reply era verso il “marito della romena”, visto che, *CIVILMENTE* gli admin del blog di Grillo m’hanno censurato lo stesso post che t’ho riportato (più ovvie modifiche: l’ho riscritto).

    Chiarito questo, se qualcuno non di passaporto italiano innalza un muro, non è giusto alzarne di più grandi.

    Mi spiego?

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