Il traguardo è sempre più vicino
Sto iniziando ad odiare le domande Che cosa farai dopo dicembre? Ah, ma quindi perdi un anno? Ti prendi una pausa?. Non so cosa devo fare, vivo giorno per giorno, se avrò qualche opportinità la sfrutterò per andare un po’ di tempo via e mandare a fanculo lo stramaledetto studio per un po’. E non è affatto una pausa, non ho mai vissuto in pausa. Al massimo in cazzeggio, ma in pausa mai. Mi sono sempre dedicata a qualcosa. Poi pausa da che?
Quindi tagliando la testa al toro, l’intenzione è andare via per un po’ di mesi all’estero a partire da marzo. Da gennaio non saprei, vorrei stare un po’ a Roma se trovo qualcosa da fare, ma non mi assilla questa questione. Vivo con calma. Non programmo.
Al massimo farò come un simpatico amico che è a Dublino da un po’ di tempo e si sta specializzando in ehm.. servizi di sicurezza!! Per il resto non chiedetemi più niente, perchè non so nulla.
Il senso che mi pervade ora e quando consengno qualsiasi cosa che mi avvicina anche di qualche passo alla tesi (tipo oggi che ho portato la bibliografia), è di liberazione verso una realtà che mal sopporto e che mi ha fatto tante volte incazzare. Ma è anche vero che ho imparato tanto.
Ho imparato a fotocopiare a doppio ogni documento perchè in segreteria possono perderlo, ho imparato a informarmi da più di una persona su scadenze e vari, sono preparata a risposte poche educate da impiegati che non sanno nemmeno scrivere "Informazioni" e a professori che dicono che i lavoratori dovrebbero andare in pensione a 80 anni perchè è bello lavorare. Sì, vaglielo a dire a quelli dell’ILVA.
Come posso non essere felice di abbandonare (speriamo con successo almeno) questa realtà?
Intanto affianco a me c’è gente che mi dovrebbe spiegare qualcosa di geografia ma dorme beata.
Ahahah!
Ah, evviva Mangoni.. è un pazzo esaurito!






















